SAMPEYRE - Sampeyre, un viaggio verso "L'altro suono" con Rinaldo Doro e Beatrice Pignolo

Appuntamento previsto per venerdì 21 novembre presso l'associazione culturale Lu Cunvent

c.s. 18/11/2025 10:06

Venerdi 21 novembre alle ore 21 Rinaldo Doro e Beatrice Pignolo ci porteranno alla scoperta dell'"altro suono". Dal Canavese alla Val d'Aosta. Dal tambour de Cogne ai sonador da coscrit. Dai Quintët al Bal ëd la còrda. Dai suonatori di strada agli strumenti effimeri. Ingresso libero.  Biografia Rinaldo Doro Rinaldo Doro nasce a Chivasso il 27 Maggio del 1959 e passa l’infanzia a Caluso, paese del Basso Canavese. Inizia ad interessarsi di musica a dodici anni, avvicinandosi allo studio del pianoforte classico. I primi amori sono il rock progressivo e il garage rock nei primi anni ’70, con l’entrata in formazione di alcuni gruppi locali. Nel 1978 incontra il “Coro Bajolese” ed Amerigo Vigliermo ed inizia il suo percorso di ricerca e riproposta della musica del Canavese. Entra a far parte di diversi gruppi sia come fondatore (La Contradansa, Aria Pasia, Ombra Gaja, Ariondassa, Esprit Follet) che come collaboratore (Refole’, Tre Martelli, Grande Orchestre des Alpes, Tsarrye, Teatro Regio di Torino). Ha tenuto concerti, conferenze e stages in Italia, Svizzera, Francia, Spagna, Germania, Austria, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Finlandia, Ucraina e U.S.A. Ha partecipato a numerose incisioni discografiche, programmi radiofonici e televisivi. I suoi strumenti di elezione sono l’Organetto diatonico e la Ghironda, anche se non disdegna “mettere mano”  all’ “Epinette des Vosges”, alla Cornamusa e… a tutto ciò che produce suono. Attualmente è socio-ricercatore del C.E.C. (Centro Etnologico Canavesano) di Bajo Dora (TO) e contribuisce all’ archivio sonoro del Centro con una collezione di circa un centinaio di strumenti musicali e oltre trentamila spartiti, sia a stampa che manoscritti, riguardanti la musica tradizionale del Canavese. Nel 2014 riceve il titolo di “Cercatore di Traccia” da parte della “Rete Italiana di Cultura Popolare”.

Sempre nell’ Aprile 2014 è uscito il suo primo libro “Sonador da Coscrit e da Quintèt” concernente la Musica Popolare e i suoi protagonisti tra Canavese e Valle d’Aosta.  Il secondo libro, “Le Monferrine di Cogne – Antiche Danze ai piedi del Gran Paradiso” è invece del Giugno 2016 ed è dedicato alle tradizioni sonore del villaggio Valdostano. Nel Febbario 2017 esce “I Maestri Suonatori” (Les Maitres Sonneurs), traduzione in italiano del famoso romanzo di G.Sand, il quale narra le vicende dei suonatori di cornamusa tra Berry e Bourbonnais. E’ la seconda traduzione in un’altra lingua che non sia il francese (la prima è il giapponese!). In appendice, una ricerca sui “Maestri Suonatori” di Ghironda italiani, tra cui spicca la figura di Giacomo Aggeri (Pomaro Monferrato 1819, Vichy 1871), “Première Vielliste de France et de Navarre, de Jerusalem et de Lombardie”. In preparazione, altri lavori editoriali. Tutti i volumi sono editi da www.atenedelcanavese.it.   Biografia Beatrice Pignolo La mia passione per la danza popolare spagnola nasce negli anni ’80, dopo l’interpretazione di alcuni ruoli di carattere spagnolo nel balletto classico. I primi approfondimenti alla Academia de baile di Madrid con uno studio sulle danze della corte spagnola in epoca barocca, mentre il primo viaggio alla scoperta del ballo popolare è in Catalunya, dove la tradizione è in piena rinascita e danze e musiche si riappropriano delle piazze di città e paesi. I miei studi proseguono nelle isole baleari di Mallorca e Menorca con gruppi di ballo locali e insegnanti di musica e danza della università di Girona. Nel 1991 sono i Paesi Baschi ad attirare maggiormente la mia attenzione, tutte le 7 province basche abbondano di comunità locali di ballo dove i giovani imparano e si allenano a danzare, e la loro accoglienza verso chi desidera imparare è davvero straordinaria. Ultima in ordine di tempo, la scoperta della grande terra di Castiglia con la sua enorme varietà di musiche e danze. Lo studio dei passi di base con alcuni insegnanti locali, e la frequentazione di molte feste di paese mi ha permesso di continuare a praticare questo genere di danze, e a conoscerne meglio le origini e la storia. I miei insegnanti sono stati moltissimi, anziani e giovani in tanti piccoli paesi Spesso non ricordo più il loro nome, ma il loro modo di ballare e il loro viso sorridente, quello non si dimentica mai.