REVELLO - Verso il Mombracco alla ricerca delle tracce botaniche del risveglio della natura

Sabato 20 aprile un’escursione alle pendici della “montagna di Leonardo” con partenza dal Museo Naturalistico del Fiume Po di Revello

c.s. 13/04/2024 12:45

Sabato 20 aprile il Parco del Monviso organizza “Gemme, fiori e boccioli”, un’escursione alle pendici del Mombracco per andare alla scoperta del risveglio primaverile della natura, su un percorso di circa 5 chilometri con un dislivello positivo di circa 220 metri. L’attività prevede l’accompagnamento di una guida: è gratuita, adatta anche a bambini, purché abituati a camminare e di età non inferiore agli otto anni, e si sviluppa tra le ore 10 e le 13. Si raccomanda l’uso di calzature adeguate e di essere in possesso di acqua e snack da consumare durante il percorso. Sono disponibili 20 posti ed è necessario prenotare dal sito www.parcomonviso.eu: il ritrovo dei partecipanti è fissato in piazza Denina 5 a Revello, di fronte all’ingresso del Museo naturalistico del Fiume Po.
 
Anche in questa porzione di territorio tra montagna e pianura il risveglio primaverile della natura può essere osservato in molti modi, con il germogliare di nuove gemme, la comparsa di fiori e il rigoglio di boccioli sugli alberi che segnano l'inizio del nuovo ciclo di crescita. La passeggiata sarà dedicata al riconoscimento delle fioriture e delle specie arboree sul percorso, lungo il quale si incontreranno la cappella di San Biagio e quella di Santa Sofia. La prima, dedicata a uno dei due patroni di Revello e con campaniletto a vela, sorge in posizione isolata nei pressi delle rovine del castello e consta di una una parte più antica del XVI secolo oggi destinata a sacrestia e deposito e di una parte più recente. La seconda è in stile neogotico e risale al Settecento, periodo nel quale era circondata da una borgata a destinazione agricola: è stata restaurata negli anni Ottanta del Novecento dal Gruppo Alpini di Revello.
 
Il Monte Bracco è una montagna forse ancora poco conosciuta, ma ricca di fascino che deriva dalla citazione che ne fece Leonardo Da Vinci e che coinvolge le sue borgate sotto le rocce, le incisioni rupestri che è possibile osservare e i castagneti secolari che si sviluppano alle sue pendici. Disposto quasi come uno sbarramento a chiusura della valle Po, supera di poco i 1.300 metri di quota e la sua cima è un notevole punto panoramico con affaccio sulla pianura sottostante.

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