Cosa cerchiamo quando rovistiamo tra i ricordi di chi ci ha preceduto? A volte è solo curiosità, altre volte è la strana sensazione di trovare, in un nome o in un vecchio ritratto, un’eco di noi stessi. Il 28 maggio a Savigliano, lo spettacolo “Essere Clotilde” ci invita a seguire un filo rosso che attraversa il tempo, partendo da una figura straordinaria: Clotilde Faramia Luciano.
Un legame che va oltre il sangue
C’è qualcosa di magnetico nelle storie dei nostri antenati, o di quelle figure che, pur non essendo parenti di sangue, sentiamo “familiari” per attitudini, destini e ideali. Clotilde Faramia è una di queste. Maestra di pianoforte, crocerossina, donna che non ha avuto paura di sfidare il pericolo durante la guerra per salvare vite umane, Clotilde incarna quel coraggio silenzioso che spesso non finisce nei libri di storia, ma che costruisce il mondo.
Lo spettacolo, nato da un’idea di Adonella Fiorito e portato in scena da Serena Fumero, nasce da una suggestione profonda: l'idea che le storie degli altri possano essere un’ispirazione potente per tutti. Soprattutto per chi, oggi, sente di camminare sulle stesse orme, di condividere la stessa vocazione al soccorso, la stessa sensibilità verso gli ultimi, lo stesso destino che trasforma un dolore personale in una missione per la collettività.
L'insegnamento di Clotilde Ascoltare la storia di Clotilde – il suo impegno nel Consiglio Comunale negli anni '50, il suo rifugio aperto alle donne in difficoltà, la sua capacità di rialzarsi dopo un grande dolore, significa riscoprire che i sentimenti e le sfide non hanno data di scadenza.
È un invito a guardarsi indietro per capire meglio dove stiamo andando. Perché “Essere Clotilde” non è solo il racconto di una vita passata, ma la dimostrazione di come le radici di ieri possano ancora dare linfa ai frutti di oggi.
Appuntamento giovedì 28 maggio con “Essere Clotilde”
Da un'idea e prodotto da Adonella Fiorito, scritto e interpretato da Serena Fumero (Le Incredibili Storie), con la partecipazione di Elena Ballario al pianoforte e Sergio Patria al violoncello e con il patrocinio della Città di Savigliano.