ALBA - Alberto Cirio: 'Se Berlusconi lo ritiene utile, sono a disposizione'

L'europarlamentare cuneese anticipa a Cuneodice.it il suo impegno alle prossime elezioni politiche

Fabio Rubero 14/11/2017 18:59

Come anticipato nei giorni scorsi da Cuneodice.it, nella giornata di ieri (lunedì 13 novembre), Maurizio Paoletti è stato nominato coordinatore provinciale di Forza Italia. Il nome del sindaco di Boves è stato indicato attraverso una lettera unitaria inviata a Gilberto Pichetto (segretario regionale) dal suo predecessore Massimo Garnero, dall'europarlamentare Alberto Cirio e dal consigliere regionale Franco Graglia. A margine della nomina di Paoletti, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alberto Cirio.
 
D. Onorevole Cirio, perchè proprio Paoletti?
R. Perchè Paoletti è uno dei più bravi sindaci emergenti di tutta la provincia di Cuneo. Dal momento che vogliamo connotare Forza Italia come un partito che sappia unire l'immagine alla sostanza, abbiamo scelto Paoletti che è uomo di qualità e di sostanza.E' il profilo ideale per quel ruolo nel nostro partito in questo momento. Potremmo dire che è l'uomo giusto nel posto giusto al momento giusto. 
 
D. Dal nuovo coordinatore provinciale vi aspettate dunque un cambio di passo?
R. Innanziatutto precisiamo che la scelta di Paoletti è stata condivisa da me, Massimo Garnero e Franco Graglia. In vista delle imminenti elezioni politiche, abbiamo inviato una lettera al coordinatore regionale Pichetto nella quale gli abbiamo suggerito di affidare a Maurizio Paoletti la guida del partito in provincia di Cuneo. Questo perchè oggi abbiamo finalmente in Massimo Garnero un capogruppo in consiglio comunale a Cuneo. Un compito gravoso e impegnativo per Garnero che non poteva coniugare con il ruolo di coordinatore provinciale che, d'accordo con lui, abbiamo dunque preferito assegnare ad un'altra persona. Non si tratta nè di una scelta punitiva, nè di un gesto di discontinuità con il passato, semplicemente la volontà di assegnare un solo incarico ad ogni singola persona, per poterlo svolgere al meglio.
 
D. Ok, non usiamo il termine "discontinuità", però non si può certo dire che il partito sia andato bene negli ultimi anni. Dunque al nuovo coordinatore, trovi lei il termine, chiedete comunque un salto di qualità e di far tornare il partito alle percentuali alle quali eravate abituati fino a pochi anni fa in provincia.
R. A Paoletti chiediamo un maggior presidio della provincia granda e di accompagnare, attraverso un forte impegno sul territorio, questo vento che torna a soffiare forte nelle vele del centrodestra a livello nazionale. Gli ultimi anni sono stati difficili per il nostro partito anche a livello nazionale. La "bolla" di Renzi ha portato via molti voti ed ha sfiancato tutti. Questo, unito all'indisponibilità di Berlusconi fatto decadere da senatore e dunque messo di fatto in condizione di non poter fare politica, ha generato una situazione di difficoltà nostra a livello nazionale, non solo in provincia di Cuneo. E' vero che a livello locale nell'ultimo periodo non abbiamo avuto i risultati sperati, ora si tratta, in un momento più facile, di tornare ad averli.
 
D. La scelta di un sindaco, piuttosto che di una persona slegata dagli incarichi, quale coordinatore provinciale ha una valenza anche simbolica? Vuol essere un segnale di vicinanza agli amministratori locali che negli ultimi anni sono stati un po' abbandonati dal governo centrale?
R. Certamente. Tanto che nel coordinamento provinciale avremo tanti altri nostri sindaci tra cui quelli di Villanova Solaro, Rossana, Priocca, Bene Vagienna e Pezzolo Valle Uzzone. Il nostro obiettivo è far capire che non si può pensare di risanare il paese scaricando costi e responsabilità sui sindaci che non hanno fondi. Se si analizza il debito pubblico, si evince che a fronte di un debito pubblico che è aumentato, i sindaci si sono visti dimezzati gli introiti negli ultimi cinque anni.
 
D. Parliamo di alleanze in vista delle elezioni amministrative e politiche della prossima primavera e delle Regionali del 2019. A livello locale seguirete il "disegno" nazionale che vi vuole alleati a Lega e Fratelli d'Italia?
R. A livello locale, siamo fedeli all'idea del centrodestra unito perchè sappiamo che, come dimostra la Sicilia, il centrodestra unito vince. Lo dimostreranno anche le prossime elezioni politiche alle quali arriveremo con un programma unico. Non dimentichiamo poi quello che Berlusconi ha chiamato il "quarto petalo" dell'alleanza e cioè quell'area che si sta aggregando attorno ad Enrico Costa costituita da liberali e moderati che sono nostri interlocutori naturali.
 
D. Secondo lei chi sarà il leader di questa alleanza?
R. Il leader sarà individuato nel partito che prenderà il maggior numero di voti.
 
D. Se il giorno dopo le elezioni, in Parlamento, nessuno avrà i numeri per governare da solo che cosa accadrà?
R. Ciò non accadrà perchè noi avremo la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento e governeremo. 
 
D. Quindi nessun "inciucio" PD-Forza Italia di cui si sente parlare?
R. Ma che inciucio. Noi stiamo convintamente nel centrodestra perchè la politica è una scelta di campo, come disse Berlusconi nel 1994. Noi sappiamo in che campo stare, le larghe intese le lasciamo fare agli altri. Gli inciuci non fanno parte della nostra cultura.
 
D. Mi perdoni se insisto. Sarà difficile, anche in caso di una vostra vittoria, avere la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. 
R. Con il 40% dei consensi potremmo avere la maggioranza. I sondaggi ci danno al 38,5% e Berlusconi non è ancora sceso in campo. Veda lei...
 
D. Dunque Berlusconi farà campagna elettorale impegnandosi in prima persona per Forza Italia?
R. Naturalmente, compatibilmente con quanto annesso e connesso alla sua età.
 
D. Non rischiate di avere un leader "zoppo"?
R. Berlusconi zoppo corre più veloce di tutti gli altri potenziali leader "sani" di Forza Italia.
 
D. Tornando al vostro programma, come pensa si possano conciliare le idee anti-europeiste della Lega con quelle europeiste di Forza Italia?
R. Il programma comune sarà la nostra guida. Berlusconi, Salvini e Meloni ci stanno lavorando e sono già molto avanti. Ciò significa che sono stati individuati punti comuni ed idee convergenti sui temi principali, tra cui l'Europa. Tra l'altro Salvini, quando dice "dobbiamo ridefinire il nostro modo di stare in Europa" dice una cosa giusta che noi condividiamo appieno.
 
D. Perdoni la franchezza, lei sarà candidato alle prossime elezioni politiche?
R. Non spetta a me dirlo. Io sono soddisfatto del lavoro che sto facendo in Europa, tuttavia se Berlusconi deciderà che è bene che io mi candidi, mi metterò a disposizione del partito.
 
D. Dunque abbandonerebbe Strasburgo per Roma?
R. L'importante è non abbandonare il territorio.

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