“Niente nemici a sinistra” recitava il vecchio mantra del Pci. Il Pd cuneese questa consegna non ha potuto onorarla, anzi è proprio a sinistra che si trova, oggi, l’opposizione più agguerrita alla giunta di Patrizia Manassero. Quella che ha portato in piazza e in tribunale un pezzo di città per difendere i cedri di piazza Europa, che si oppone all’ospedale nuovo al Carle e che denuncia il “sistema Cuneo”, fatto di commistioni in particolare tra la fondazione bancaria e la politica, in cui i dem invece avevano e hanno rendite da tutelare. Il “bizarre love triangle” di Avs, Pd e Beni Comuni Eppure anche la sinistra di Cuneo per i Beni Comuni ha un competitor da cui guardarsi. Alleanza Verdi e Sinistra sta lavorando per strutturarsi e presentare una lista alle prossime elezioni comunali. L’annuncio è arrivato nel corso di un evento organizzato da Giulia Marro insieme alle due colleghe consigliere regionali, Alice Ravinale e Valentina Cera, nel “quartier generale” dell’Arcipelago. “Quello che vogliamo fare non è una lista che entri in competizione con quel che c’è già” assicura Marro: “La politica vive un periodo difficile, abbiamo pensato che una volta trovata una sede fisica fosse il momento di metterci in gioco”. Ad ascoltarla ci sono la segretaria del Pd cuneese Erica Cosio, il decano di CbC Ugo Sturlese, il candidato sindaco in pectore Gigi Garelli, il segretario della Cgil Piertomaso Bergesio. Amici e compagni, ma su fronti opposti: tra cui Avs dovrà districarsi entro un anno. I benicomunisti non sono interessati a rappacificarsi col Pd, i dem dal canto loro hanno ben altre gatte da pelare al momento: c’è da capire se la sindaca si ricandiderà o no, e poi con chi. Improponibile che Avs entri come quinta gamba del centro-centrosinistra attuale, tenuto conto che la permanenza dei centristi è già oggi più che dubbia. Se però i dem si ritrovassero con il cerino in mano, abbandonati dal Centro e dagli altri alleati civici, un’intesa con Avs tornerebbe molto utile per tenere assieme quel che resta di un campo largo. Inutile dire che in quel caso le “praterie” in cui mietere voti sarebbero proprio in quel 14,6% conquistato dai Beni Comuni: uno scontro fratricida a sinistra, insomma. Ma questa è (ancora) fantapolitica. In Regione lotte e strane alleanze, anche con la Lega Il presente parla di un partito che cerca di mettere radici in città a partire dalla fronda, quella che “le ragazze di Avs” hanno agitato a palazzo Lascaris negli ultimi due anni: “Si arrivava da una situazione piuttosto soporifera del precedente Consiglio regionale, con Cirio che la faceva da padrone grazie ai suoi innegabili talenti comunicativi” ricorda la capogruppo Ravinale. Ora non è più così. Le rossoverdi hanno dato battaglia su parecchi fronti: “Abbiamo portato a casa risultati che non erano scontati, come l’apertura da parte della Regione sulle disposizioni anticipate di trattamento. Abbiamo ottenuto un impegno importante sulla tutela delle condizioni di lavoro di chi opera in appalto per il pubblico, in particolare nel settore dei servizi sanitari. Stiamo portando avanti con convinzione una battaglia cruciale per questa regione, quella dell’inquinamento da Pfas: a Spinetta Marengo c’è l’unico stabilimento italiano della Solvay che continua a produrli ed è un’emergenza ambientale, paragonabile a quella dell’amianto”. A chi le contesta che la coperta è corta, lei replica: “Questa è la regione che mette 50 milioni dei fondi di sviluppo sugli impianti sciistici a 700 metri e che sta bloccando 800 milioni per l’alta velocità”. Tra i cavalli di battaglia ci sono le carceri, i Cpr, la sanità, le liste d’attesa in ospedale. Un tema, quest’ultimo, rispetto al quale Marro rivendica anche la polemica sulle prenotazioni fittizie del Santa Croce: “Tengo a precisare che questa segnalazione l’abbiamo portata nelle sedi adeguate senza che arrivasse mai una spiegazione. Ancora oggi non sappiamo in che modo siano stati calcolati i tempi delle liste”. Nella lotta improba per scalfire il piacionismo langhetto di Cirio gli alleati arrivano anche dove non te li aspetti. Lo riconosce Ravinale, un po’ scherzando e un po’ no: “La Lega oggi è una delle principali forze di opposizione al governo regionale, addirittura la settimana scorsa abbiamo visto un asse incredibile fra loro e noi sulla lotta all’imbottigliamento dell’acqua nella plastica”. Un’altra strana alleanza è quella tra i due pendolari cuneesi, Claudio Sacchetto di Fratelli d’Italia e Marro, che ha portato all’atteso ripristino delle due corse ferroviarie per Torino alle 4,21 e alle 23,25, soppresse non si sa perché dopo il Covid. A parte le occasionali larghe intese, lo scontro è frontale con “una giunta che vede un timoniere in fuga” e che la sinistra è convinta di poter battere “nel 2029 o nel 2028”. Nel frattempo bisognerà capire chi sono gli amici e i nemici a Cuneo. Mica facile.