CUNEO - "Chiediamo che il sindaco valuti l'opportunità di chiudere la sede di CasaPound"

In risposta alla presentazione delle liste di estrema destra in Comune al CDT di Largo Barale si è svolta una serata 'antifascista'. Molti i contributi, tra cui anche parole discutibili: 'Prendiamoli a bastonate'

30/05/2019 11:00

Nonostante il risultato di CasaPound alle elezioni di domenica 26 maggio si sia attestato a percentuali da 'zero virgola', la concessione della Sala PreConsiliare del Comune di Cuneo al consigliere di minoranza Beppe Lauria per la presentazione delle liste di estrema destra alle elezioni europee continua a far discutere. Nella serata di martedì 28 maggio un gruppo di associazioni cuneesi ha convocato un'assemblea pubblica al CDT di Largo Barale perché “L'antifascismo si agiti nella società civile”. L'incontro, moderato dal direttore dell'istituto storico della Resistenza Gigi Garelli, è stato molto partecipato e si è svolto in un clima piuttosto teso con momenti di scontro tra le frange più 'estreme' dell'antifascismo e quelle più moderate. 
 
Dopo un minuto di silenzio in memoria nel ricordo dell'ex sindaco di Sambuco Giovan Battista Fossati ha preso la parola Ughetta Biancotto, presidente provinciale dell'Anpi: “Beppe Lauria aveva fatto l'occhiolino a CasaPound già prima delle elezioni politiche del 2018, presentando le liste di Camera e Senato nella Sala Preconsiliare del Comune di Cuneo”. Poi, dopo aver dato lettura del comunicato inviato ai giornali, ha continuato: “In via Roma erano esposte immagini con l'effige di Mussolini e Hitler, in quel momento i manifesti di CasaPound erano affissi senza i regolari permessi, questi i comportamenti che si sono ripetuti”. 
 
L'intervento di Ugo Sturlese ha puntato il dito sul comportamento tenuto dall'Amministrazione comunale: “Il problema è più complesso di quanto possa apparire la concessione della Sala Preconsiliare: ci sono da evidenziare delle gravi responsabilità da parte del sindaco. Quando c'erano i democristiani al potere sarebbe stato convocato d'urgenza un comitato antifascista. L'atteggiamento remissivo del sindaco non è una questione isolata, ma coinvolge parte del Consiglio comunale”. Dello stesso avviso Michele Calandri, ex direttore dell'Istituto Storico della Resistenza: “Fa comodo non pronunciarsi, da parte dell'autorità nulla si muove, ma temo che nel momento in cui le forze di destra saranno più aggressive ci toccherà intervenire più pesantemente”.
 
Giulia Marro dell'associazione di promozione sociale Micò ha affermato: “Abito in questo quartiere e sono stufa di vedere la bandiera di CasaPound (che ha sede in via Bertano n.d.r.) appesa sotto casa mia. Mi sconvolge vedere gente con look fascista”. In riferimento alla concessione della sala, la giovane, da poco eletta nel consiglio direttivo del Comitato di Quartiere Cuneo Centro, ha commentato: “Uno scempio reso possibile dalla leggerezza dell'amministrazione”. Poi, dopo una serie di richieste, la conclusione, con una sollecitazione che farà discutere: “Chiediamo che il sindaco valuti la possibilità di chiudere la sede di CasaPound in quanto presenza fomentatrice di odio razziale e di pericolo per la pubblica sicurezza. Oltre che per la sicurezza dei migranti continuamente intimiditi e sottoposti a una pressione psicologica che ne limita il desiderio di integrazione”. 
 
Alla serata è intervenuto anche Davide Masera, segretario provinciale della CGIL: “Dobbiamo essere molto rigidi e chiedere altrettanto alle istituzioni. La mia preoccupazione più grande è che il clima antifascista non sia sufficiente in questo paese, nella maggior parte della popolazione non c'è tensione”.
 
Più 'moderato' l'intervento di Carmelo Noto, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale: “Sono contento perché stasera l'antifascismo è tornato militante, dobbiamo produrre cultura, non è la maggioranza a dover parlare della minoranza. – ha detto l'esponente dem cuneese, che poi ha parlato delle norme comunali - Per quanto riguarda la sala PreConsiliare non c'è bisogno dell'autorizzazione del Sindaco: siamo tutti per la legalità, ma c'è un regolamento a cui bisogna attenersi e questo consente a Beppe Lauria di utilizzare la sala. Lui ha fatto quest'azione per finire sui giornali, non cadiamo nel suo tranello”.Stiamo parlando di una sala in cui se ci entro io è già piccola” ha chiosato Noto, scherzando sulla sua mole. Di opinione simile anche il consigliere comunale PD Simone Priola: “L'amministrazione ha avuto una presa di posizione molto netta con la richiesta di dichiarazione di antifascismo per l'utilizzo della sala”.
 
In seguito è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Antonino Pittari, che ha rivendicato il provvedimento di limitazione dell'utilizzo delle sale e ha poi sentenziato: “CasaPound è uno strumento subdolo di infiltrazione progressiva e continua nella società da parte del neofascismo. Spesso si muovono con molta intelligenza”.
 
Liliana Meinero dell'associazione femminista 'Se non ora quando': “Portiamo avanti la difesa dei diritti, soprattutto quelli delle donne. C'è una mentalità fascista che si sta muovendo a molti livelli, lo abbiamo visto la scorsa settimana con la rimozione degli striscioni (in riferimento alle note vicende di cronaca politica nazionale n.d.r)i". “CasaPound? Credo che siano degli ignoranti da bastonare”, ha detto Luca Bernardi, definitosi 'nuovo' dell'ambiente, ma le sue quantomeno discutibili parole sono passate nell'indifferenza generale. Tra gli ultimi ad intervenire Maddalena Forneris, dell'Anpi di Borgo San Dalmazzo: “Dobbiamo essere testimoni di quelli che oggi non ci sono più, dobbiamo mantenere l'antifascismo regalando un sorriso a qualcuno”.
 
A chiudere la serata Gigi Garelli, che ha illustrato le attività dell'Istituto Storico della Resistenza, con le scuole per la diffusione di una 'cultura antifascista': “Un lavoro sotterraneo, che non sempre si può far emergere: ci sono molti insegnanti che sono sensibili e ci chiedono di intervenire. Fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”.

Samuele Mattio

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