CUNEO - Cirio sale, Manassero scende. Per la sindaca di Cuneo il consenso è calato di 11 punti dall’elezione

In Piemonte anche il primo cittadino di Torino sorpassa la cuneese. Sorride invece il governatore, ai piedi del podio con il 60% di gradimento

Andrea Cascioli 06/07/2026 13:00


Sorridono nei piani alti del grattacielo della Regione, non così negli uffici del municipio di Cuneo, guardando i dati del Governance Poll 2026 pubblicato dal Sole 24 ore. Lo studio realizzato da Noto Sondaggi per il quotidiano della Confindustria ha misurato anche quest’anno il gradimento di sindaci e presidenti di Regione, confrontandoli col dato ottenuto alle elezioni e con il consenso di un anno fa. Per la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero il 52,5% di opinioni positive vale un 54esimo posto nazionale, a pari merito con altri sette primi cittadini e mezzo punto sotto al controverso Stefano Bandecchi che dal 2023 guida da civico e fra mille polemiche l’amministrazione locale di Terni. In Piemonte fanno meglio il biellese Marzio Olivero e il vercellese Roberto Scheda, entrambi di centrodestra e appaiati al 56% che vale un 22esimo posto assoluto, ma anche il sindaco dem di Torino Roberto Lo Russo, 33esimo con il 55% e appaiato - fra l’altro - alla genovese Silvia Salis, astro nascente fra le fasce tricolori. Per Manassero il calo rispetto al dato registrato nel 2022, dopo il ballottaggio con Franco Civallero, è di 10,8 punti in percentuale, il più elevato fra gli amministratori piemontesi sebbene il consenso si mantenga al di sopra della soglia del 50%. Alle spalle della ex senatrice del Pd ci sono i sindaci Giandomenico Albertella di Verbania (51%), Maurizio Rasero di Asti e Giorgio Abonante di Alessandria, insieme al 48%. Esce invece rafforzato il governatore Alberto Cirio, al quarto posto tra i capi delle amministrazioni regionali con il 60% dei consensi. Meglio di lui fanno il collega pugliese Antonio Decaro (66%), il veneto Alberto Stefani (65%) e il friulano Massimiliano Fedriga (64%). Cirio è a pari merito con l’azzurro della Calabria Roberto Occhiuto, ovvero il leader regionale che viene indicato come suo probabile sfidante per la guida di Forza Italia in un per ora ipotetico post Tajani. Il politico langhetto, però, è anche il presidente di Regione che ha guadagnato più punti dall’elezione (3,9%), escluso lo strabiliante +13,9% del siciliano Renato Schifani.