C’è un secondo nome per la corsa a sindaco di Cuneo nel 2027. Dopo Giancarlo Boselli, uscito allo scoperto per primo già da diversi mesi, ecco la disponibilità manifestata da Gigi Garelli: è lui il candidato designato da Cuneo per i Beni Comuni per le comunali del prossimo anno. Per il momento non si tratta di una candidatura ufficiale, ma di un primo passo in vista di un confronto con le altre liste “affini” e con le altre anime della sinistra cuneese che sarà avviato nelle prossime settimane. Sessantaquattrenne, professore di storia e filosofia al liceo “Pellico-Peano” e direttore dell’Istituto Storico della Resistenza, Garelli corse per la poltrona di sindaco di Cuneo già nel 2012, nelle elezioni in cui prevalse Federico Borgna. “La proposta è arrivata da Cuneo per i Beni Comuni, io l’ho accettata e ne sono onorato: da qui si partirà con un lavoro di progettazione serio”, spiega Garelli, che parla di “un’aria nuova” che si respira in città: “C’è fermento, c’è voglia di non immaginare per il futuro un’unica prospettiva com’era fino a qualche mese fa, quando sembrava che le destre populiste, sovraniste e arroganti fossero il futuro del mondo. L’aria sta cambiando non solo a livello nazionale”. Un cambiamento che Garelli ha percepito in diversi momenti collettivi di mobilitazione che la città ha vissuto negli ultimi mesi: “Le manifestazioni per la pace e il disarmo sono state molto partecipate, la vicenda dei cedri di piazza Europa ha dato segno di una nuova partecipazione alternativa, un’idea diversa di città in cui ambiente e sostenibilità sono al primo posto. E poi il referendum, a livello nazionale, ha detto che molta gente, specie molti giovani, si aspetta cambiamenti. In questi momenti ho sentito esprimere l’auspicio che si potesse esprimere una candidatura in grado di mettere insieme anime differenti, ma simili”. Per Garelli, come detto, non si tratterebbe di una prima volta. Ma com’è cambiata la città dal 2012? “Credo che le amministrazioni che si sono succedute in questi anni abbiano deluso le aspettative, con diverse promesse non mantenute, promesse che quando venivano fatte che sembravano indiscutibili e necessarie: penso alla tangenziale, che non è mai stata realizzata, eppure la città ha continuato a vivere. Ci sono tanti altri esempi: ci sono stati bei progetti portati a compimento, ma credo che la città aspetti di unire alcuni puntini che sono stati segnati sulla carta e devono diventare un disegno complessivo, portando a una Cuneo nuova che sa appassionare. Penso che nel mondo della sinistra cuneese ci siano competenze, capacità e personalità che potrebbero essere capaci di disegnare un progetto di una Cuneo grande, a misura d’uomo e a misura di sogno”. Alcuni esempi concreti? "Non sono critico nei confronti del parco Parri, un polmone verde che però aspetta di essere valorizzato e inserito in un contesto di rispetto del verde in tutta la città, vedi piazza Europa. Le piste ciclabili sono una buona premessa, ma la mobilità deve diventare sostenibile nel suo insieme, a misura di una cittadina come Cuneo. E ancora, ci sono iniziative culturali e turistiche che lavorano ognuna per conto suo: Cuneo potrebbe diventare non la chioccia che soffoca o prevarica questi soggetti, ma punto di riferimento per un’offerta turistico-culturale coordinata”. Infine il tema dei giovani, caro a Garelli anche per ragioni professionali: “A Cuneo i giovani hanno opportunità che sono nate per iniziative di piccoli gruppi: l’amministrazione comunale ha compito di farsi non solo dispensatore di cultura, eventi e iniziative da offrire, ma ente capace di promuovere e sollecitare un coordinamento di tutte le iniziative che abbracci e valorizzi le culture, le tante culture che abitano e vivono la città".