CUNEO - “Draghi, rimani”: adesioni anche dalla Granda all’appello dei sindaci

Nell’elenco dei firmatari i dem Manassero (Cuneo), Calderoni (Saluzzo), Fogliato (Bra), Avena (Roccavione), ma anche il sindaco albese di centrodestra Carlo Bo

a.c. 18/07/2022 12:10

Arrivano adesioni anche dalla Granda all’appello-lettera aperta promosso da undici sindaci di vari orientamenti politici a favore della permanenza di Mario Draghi a palazzo Chigi.
 
“Il presidente Mario Draghi - si legge nell’appello - ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio. Noi sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo”.
 
Tra i primi firmatari figurano i primi cittadini di Torino, Milano, Roma, Firenze, Bari, Bergamo, Pesaro, Asti e Ravenna, tutti esponenti di giunte di centrosinistra, ma anche i civici di centrodestra Luigi Brugnaro da Venezia e Marco Bucci da Genova. Sono già un migliaio i sindaci che hanno unito le loro firme nei primi due giorni dalla pubblicazione dell’intervento. Tra questi figurano la neosindaco di Cuneo Patrizia Manassero, esponente del Partito Democratico, insieme ai colleghi di partito Mauro Calderoni a Saluzzo e Gianni Fogliato a Bra. Ci sono inoltre Germana Avena, figura storica del centrosinistra alla guida del comune di Roccavione con una lista civica, e il sindaco di Alba Carlo Bo, quest’ultimo eletto con Forza Italia a capo di una coalizione di centrodestra.
 
Contro l’iniziativa dei sindaci si è pronunciata nelle ultime ore Giorgia Meloni: “Indipendentemente da chi li ha votati, mi chiedo se sia corretto che questi sindaci e governatori che rappresentano tutti i cittadini che amministrano, anche quelli che la pensano diversamente, usino le istituzioni così, senza pudore, come se fossero sezioni di partito. La mancanza di regole e di buonsenso nella classe dirigente in Italia comincia a fare paura”. Critici anche i presidenti di regione Marco Marsilio (Abruzzo), Francesco Acquaroli (Marche) e Nello Musumeci (Sicilia), eletti con Fratelli d’Italia.

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