CUNEO - Referendum, Chiara Gribaudo si schiera per il No: 'Col Sì intere comunità escluse dal Parlamento'

La deputata di Borgo San Dalmazzo annuncia sulla sua pagina Facebook l'intenzione di non seguire la linea dettata dal Partito Democratico

Redazione 02/09/2020 15:40

"Penso sia sbagliato trascinare una questione così importante, come il referendum, sul terreno dello scontro politico. La storia recente insegna che politicizzare una riforma che riguarda la Costituzione non è mai un bene. Per nessuno. Dispiace anche constatare che il mio partito abbia deciso di convocare una direzione così tardiva sul tema, il 7 settembre, dopo che per altro è stata ufficializzata già una posizione a favore del sì alla diminuzione del numero dei parlamentari (anche se rimarcando la centralità di accompagnarla ad una nuova legge elettorale che, però, ancora non c’è)”. Inizia così la riflessione che Chiara Gribaudo ha affidato alla sua pagina Facebook in vista del referendum sul taglio dei parlamentari in programma per il 20 e 21 settembre.
 
La deputata di Borgo San Dalmazzo annuncia l’intenzione di andare “controcorrente”, non seguendo la linea dettata dal Partito Democratico: “Voglio ribadire il mio NO a questo tentativo di riforma che comporterà una riduzione della rappresentanza, con l'esclusione dal Parlamento dei riferimenti di intere comunità e minoranze, danneggiando per esempio le Province; una peggiore efficienza della stessa attività parlamentare e un depotenziamento del Parlamento rispetto all'esecutivo, di cui in questi anni abbiamo già avuto prova. Il tutto senza che sia stata definita una legge elettorale a compensare questo pericolo di squilibrio”.  
 
Per la parlamentare del PD un’eventuale vittoria del “Sì” porterebbe ad una “distorsione della democrazia e dei suoi equilibri a fronte di una dubbia e misera riduzione dei costi della politica, nei fatti il cedimento alla sirene del populismo. Un' idea distante dalla sinistra riformista che ho in mente: una sinistra che ha radici solide in un passato ben chiaro, durante il quale ha contribuito a istituire democrazia e Repubblica parlamentare, e che guarda ad un futuro fondato su innovazione, ambiente, diritti del lavoro e dei nuovi lavori, parità e diritti civili. E per farlo, abbiamo bisogno di un Parlamento forte e rappresentativo, non del contrario”.

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