CUNEO - 'Ritorna' l'ipotesi di un ospedale a Lagnasco. 'Verduno finito nel 2018'

Oggi seduta straordinaria del Consiglio regionale sull'edilizia sanitaria piemontese. Saitta ha parlato dei nosocomi della Granda

s.m. 12/12/2017 14:30

Oggi, 12 dicembre, seduta straordinaria del Consiglio regionale sull'edilizia sanitaria piemontese, ovviamente si è parlato anche delle strutture della provincia di Cuneo. Nel lungo dibattito che ha coinvolto il consesso l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta ha toccato due 'temi caldi' riguardanti la Granda: l'erigendo ospedale di Verduno e l'immaginato ospedale di Lagnasco.
Rispondendo a Davide Bono, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Saitta ha messo subito le mani avanti, affermando che “Quando si realizza un'opera pubblica bisogna tenere conto della situazione esistente. Oggi non ci sono risorse sufficienti per realizzare ospedali, quindi ci siamo rivolti al partenariato pubblico-privato”.
L'assessore alla Sanità regionale ha poi riesumato l'ipotesi della costruzione di un nosocomio a Lagnasco, nonostante l'avesse scartata pubblicamente appena una settimana fa, proprio nella vicina Saluzzo:  “Ires Piemonte sta facendo la valutazione per la costruzione di un nuovo ospedale a Lagnasco o il potenziamento delle strutture esistenti”. Analisi  della situazione ancora in corso dunque, ma come detto, le parole dell'ex presidente della Provincia di Torino della settimana scorsa lasciano poche speranze per la costruzione di una nuova struttura in quello che fu il Marchesato, anche alla luce dei forti investimenti (53,7 milioni di euro)che l'Asl ha fatto sugli ospedali di Saluzzo, Fossano e Savigliano. Inoltre nel piano che Saitta presenterà nei prossimi giorni al Consiglio regionale, la Regione Piemonte mette a disposizione 10 milioni di euro. È probabile che Lagnasco rimarrà un'ipotesi per molti anni ancora.
Dovrebbe finalmente essere alle battute conclusive la costruzione del nosocomio di Alba e Bra: l'ospedale di Verduno, sul quale Saitta ha detto: “Abbiamo dovuto rivedere il piano perché non c'erano le risorse sufficienti per completare l'opera con le sue varianti. La parte edile è stata tutta finanziata. L'opera sarà finita nell'autunno 2018”. Dopo tanti annunci, non possiamo far altro che sperare sia (finalmente) vero.

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