CUNEO - Salvini a Cuneo per sostenere il referendum sulla giustizia di Lega e Radicali

Dal 2 luglio parte la raccolta firme in piazza e nei municipi della Granda. Sei i quesiti, tra cui quelli sulla responsabilità dei magistrati e l’abolizione del dl Severino

30/06/2021 14:45

 
“Invitiamo i cuneesi a sostenere la battaglia portata avanti dalla Lega per i referendum sulla giustizia, per garantire a tutti finalmente una ‘giustizia più giusta’”: così i parlamentari Lega Salvini Premier cuneesi Giorgio Maria Bergesio e Flavio Gastaldi e i consiglieri regionali Matteo Gagliasso e Paolo Demarchi, che lunedì hanno incontrato il segretario della Lega Matteo Salvini a Cuneo a margine del processo dove il leader del Carroccio ha deposto come parte offesa contro Carlo De Benedetti.
 
“Con Matteo ci siamo confrontati sui referendum ma anche sulle priorità per dare una svolta alla Granda”, sottolineano gli esponenti politici cuneesi, che spiegano: “A partire da venerdì 2 luglio anche i cittadini della Granda potranno firmare a sostegno dei quesiti nelle piazze e presso il proprio Comune, in quanto in questi giorni avviene la distribuzione del materiale ad ogni municipio della Granda”.
 
Sei i quesiti che il partito di Matteo Salvini, unitamente ai Radicali, vuole sottoporre agli italiani con i referendum.
 
Il primo riguarda la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura con obiettivo quello di fermare lo strapotere delle correnti che influenzano le elezioni dei magistrati e quindi il condizionamento della politica sulla giustizia.
 
Il secondo quesito riguarda la responsabilità diretta dei magistrati ed introduce la possibilità di chiamare direttamente in causa il magistrato che ha commesso l’errore.
 
Il terzo quesito riguarda l’equa valutazione dei magistrati, affidata oggi solo al CSM: una sovrapposizione tra controllore e controllato che con il referendum si vuole superare estendendo anche ai rappresentanti di Università e Avvocatura la possibilità di avere voce in capitolo.
 
Il quarto referendum si riferisce alla separazione delle carriere dei magistrati, per evitare che magistrati che lavorano anni per costruire castelli accusatori in qualità di Pubblici Ministeri diventino d’un tratto giudici, come accade oggi.
 
Il quinto referendum ha come obiettivo quello di porre limiti agli abusi della custodia cautelare, in modo che finiscano in carcere prima del processo solo gli accusati di reati gravi.
 
Infine, il sesto referendum mira ad abolire il decreto Severino che regola la decadenza automatica di sindaci e amministratori locali condannati creando vuoti di potere e la sospensione temporanea dai pubblici uffici di innocenti poi reintegrati al loro posto.

c.s.

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