CLAVESANA - Clavesana, Terreno parla dopo la sfiducia: "Calpestato il mandato degli elettori, ma il tempo è galantuomo"

Le dichiarazioni dell'ormai ex primo cittadino dopo il terremoto politico che ha portato al commissariamento del Comune

Bruno Terreno, ex sindaco di Clavesana

Alessandro Nidi 30/06/2026 11:21

Come documentato nelle scorse ore su Cuneodice.it, una crisi politica profonda ha scosso il Comune di Clavesana, culminata nelle dimissioni di sei esponenti della maggioranza e nel successivo commissariamento dell’ente. In questo contesto, l’ormai ex sindaco, Bruno Terreno, ha diramato una lunga e dura dichiarazione, che riportiamo integralmente di seguito. “Questa è una sfiducia consumata nel buio delle stanze private, lontana da ogni logica e, soprattutto, fuori dal dibattito democratico nei luoghi deputati. La scelta di parlare ora e non subito dopo aver appreso le inspiegabili dimissioni di massa che hanno decretato la caduta di questa amministrazione, è dettata dal tempo necessario per smaltire la rabbia per questa irresponsabile decisione collettiva, decisione sbagliata nei tempi e nei modi… Per poco non ho appreso la notizia dai giornali prima che dai canali ufficiali”. Terreno sottolinea che il suo è “un richiamo fermo alla responsabilità nei confronti dei cittadini che ci hanno eletto con grandissima maggioranza, dai quali ricevo tuttora atti di stima e di supporto. Quello che si è consumato nei giorni scorsi non è un atto politico nobile, ma un vero e proprio tradimento del mandato elettorale. I cittadini ci avevano scelti per amministrare, per portare a termine in principal modo l’opposizione all’insediamento del deposito rifiuti che la precedente amministrazione irresponsabilmente aveva ‘donato’ alla collettività. Dimettersi in blocco dimostra solo la totale mancanza di coraggio nell’affrontare le situazioni banali e non, anche quelle difficili e, soprattutto, di rispetto nei confronti degli elettori”. “A ragione di quanto sopra e preso come mero esempio fra i tanti - prosegue Terreno -, in una riunione nella quale si sarebbe dovuto affrontare un tema importante come la problematica del deposito rifiuti, uno tra i dimissionari ha detto: ‘Ah no, ci sono cose più importanti, parliamo del Circolo!’. Ecco, questo era il livello! Non per questo ritengo che il Circolo sia poco importante, anzi, mi sono speso molto per l’apertura, ma le priorità, come tutti sanno, in questo momento sono altre”. Clavesana, l'ex sindaco Terreno analizza la caduta amministrativa A detta dell’ex sindaco, “la crisi non è nata da una reale divergenza sui temi o sul programma, bensì da un disegno orchestrato da tempo dietro le quinte. Una considerazione va fatta: purtroppo, mi sono accorto quasi subito che la collaborazione era scarsa, se non del tutto assente. Per fortuna, grazie alla mia tenacia e con l’aiuto dei dipendenti comunali, si stavano portando a termine i progetti di programma in modo solido, anche grazie all’inserimento di nuove figure nell’organico comunale e soprattutto senza paura delle pressioni esterne. Abbiamo assistito a vere e proprie riunioni carbonare, incontri clandestini notturni dove l'unico punto all'ordine del giorno non era il bene del paese, ma la consapevolezza di uscire da situazioni probabilmente più grandi delle loro capacità. In questi due anni ho sempre teso la mano, chiedendo un dialogo aperto alla luce del sole e collaborazione. Ma chi preferisce il buio delle stanze segrete evidentemente teme il confronto faccia a faccia. Ci sono sicuramente anche i ‘registi’ occulti di questa operazione, che accuso di aver applicato la più classica delle strategie politiche per logorare l'amministrazione”. Costoro, rimarca Terreno, “hanno applicato cinicamente la regola del dividi et impera. Hanno cercato di insinuare il dubbio, di frammentare la coalizione, di alimentare personalismi e micro-conflitti interni, interessi personali per indebolire l'azione di questa amministrazione. Hanno diviso paese e la maggioranza pur di poter imperare sulle macerie. Ma chi pensa di trarre vantaggio da questo caos, ha fatto male i suoi calcoli”. Infatti, adesso, “per il Comune si aprono le porte del commissariamento. Auguro al commissario delegato dottor D’Angelo un proficuo lavoro. Mi metto, se lo desidera, a sua disposizione per l’iter della continuità amministrativa. Lascio da sindaco non dimissionario, a testa alta e con la coscienza pulita. Lascio non avendo tradito gli elettori e chi mi seguirà non troverà a mia firma atti non trasparenti e congrui al mio mandato. Non c’è bisogno di capire chi ha preferito l'interesse personale a quello collettivo. Il tempo è galantuomo e la verità emergerà”.