La memoria storica locale riaffiora prepotentemente per spronare la politica cittadina a fare muro comune contro il depauperamento dell'ospedale di Mondovì, il "Regina Montis Regalis". Evocando un doloroso precedente, il presidente del Consiglio comunale del capoluogo monregalese, Elio Tomatis, ha espresso soddisfazione per l'odierno sussulto d'orgoglio generale, ricordando amaramente come in passato la chiusura del Tribunale di Mondovì si sia consumata nell'assoluto silenzio delle forze politiche. Questa volta lo scenario è diverso, in quanto è stata ritenuta gravissima la totale mancanza di informazione nei confronti dei sindaci del territorio. Le preoccupazioni di Tomatis si concentrano sia sulle incompiute strutturali di un nosocomio che resta moderno ma con spazi non terminati, sia sulle pesanti criticità del pronto soccorso, dove ritiene inammissibile costringere i pazienti ad attendere fino a dodici ore prima di essere visitati. Sul fronte dell'opposizione, il Partito Democratico declina la questione come una battaglia ideologica e pratica a difesa della sanità pubblica. Cesare Morandini ha rimarcato come quest'ultima rappresenti un principio imprescindibile poiché destinata universalmente a tutti, a differenza di una sanità privata accessibile solo in base al ceto sociale e al reddito. La collega dem Laura Gasco ha invece delineato un quadro di profonda incertezza generato dalle recenti e preoccupanti dimissioni in blocco di quattro medici radiologi; una contrazione di organico che mette a rischio l'interruzione di prestazioni essenziali per svariati reparti. Gasco ha inoltre puntato il dito contro la gestione finanziaria della Regione, accusata di sanare il disavanzo della sanità proprio sottraendo risorse vitali ai servizi territoriali. Un'analisi critica dei rapporti con l'ente regionale è pervenuta anche da Guido Bessone, esponente della lista di maggioranza "Mondovì al centro". Pur riconoscendo che le difficoltà del bilancio piemontese si ripercuotono ovunque, Bessone evidenzia come l'esplosione di determinati disagi proprio a Mondovì sia il segnale di un problema locale specifico fino a oggi forse ignorato; una situazione che l'unione compatta di tutti i primi cittadini costringerà finalmente a guardare in faccia. Dall'altro lato dello schieramento politico, il Centrodestra si allinea alla posizione di fermezza del sindaco, ponendo la salute come un bene non negoziabile. Rocco Pulitanò, esponente di Fratelli d'Italia, ha chiesto interventi immediati sulla struttura, la valorizzazione del personale e la tutela dei servizi ai cittadini, definendo la realtà monregalese come un tassello imprescindibile dell'Asl in qualità di DEA di primo livello. A fare eco a questa posizione, seppur assente alla discussione, è stata la nota di Enrico Rosso, il quale ha invitato a superare le bandiere di partito quando si tratta della salute pubblica. Ringraziando il personale sanitario che garantisce le prestazioni nonostante le note carenze strutturali di livello nazionale, Rosso ha concluso chiedendo assoluta chiarezza sulla visione strategica e sul futuro del presidio ospedaliero.