ENTRACQUE - Alla scoperta del Geosito della Cresta Giaime

Giovanni Bertagnin torna con un nuovo appuntamento della rubrica di Cuneodice.it “Montagna di Emozioni”, proponendo uno dei percorsi che parte dal colle della Lausa

Cresta Giaime
Cresta Giaime
Cresta Giaime
Geosito della Cresta Giaime

Giovanni Bertagnin 23/07/2026 09:00

Quando decidiamo di andare in montagna, quasi sempre abbiamo già in mente un obiettivo. Una vetta famosa, un itinerario di cui tutti parlano, una lunga traversata oppure un progetto ambizioso che sogniamo da tempo. Per molti escursionisti una bella gita coincide con un itinerario lunghissimo, tanti chilometri percorsi e ore di cammino. Spesso, però, si attraversano luoghi che offrono sempre lo stesso panorama e che, al di là della soddisfazione di aver completato il percorso, lasciano poche emozioni. Si torna a casa stanchi, con le gambe distrutte, ma senza un ricordo davvero indelebile. È un po' come terminare una gara di Ironman: la soddisfazione per l'impresa è enorme, ma la fatica, da sola, non basta a rendere un'esperienza straordinaria. Dal mio punto di vista, una montagna merita davvero di essere salita quando riesce a lasciare un segno. Un ricordo indelebile, un'emozione forte, quella sensazione che ti resta addosso per anni. Un luogo capace di regalare fotografie spettacolari, video incredibili e, soprattutto, un'esperienza che difficilmente si dimentica. Ed è proprio questo il caso del Geosito della Cresta Giaime, probabilmente uno dei luoghi geologicamente e paesaggisticamente più affascinanti dell'intera valle Gesso. Descrizione dell'itinerario L'escursione parte da Entracque. In circa 45-60 minuti si raggiunge il colle della Lausa, dove è presente un quadrivio. Da qui è possibile:
•⁠  ⁠salire in circa dieci minuti sulla vetta del Monte Lausa
•⁠  ⁠dirigersi verso le Gorge della Reina, lo spettacolare canyon carsico; 
•⁠  ⁠imboccare il sentiero per il Monte Corno. Negli ultimi anni questo tratto è stato completamente sistemato. Il vecchio sentiero, che attraversava ripidi prati alpini esposti, è stato allargato mediante lavori di scavo nella roccia per consentire il passaggio in sicurezza anche delle mountain bike. Oggi il percorso risulta decisamente più agevole rispetto al passato. Raggiunta la sella del Monte Corno si può scegliere se salire alla vetta, nota anche per essere situata in prossimità dell'epicentro del terremoto del 1960, oppure proseguire verso la Cresta Giaime. Le emozioni della cresta Giaime La prima volta che ho percorso questa cresta devo confessare di essermi spaventato. Ricordo perfettamente che in alcuni passaggi procedevo quasi a quattro zampe, cercando ogni appoggio con estrema attenzione. È una sensazione che molti escursionisti conoscono bene: il primo incontro con un sentiero impegnativo è fatto di rispetto, prudenza e anche di una sana paura. Poi succede qualcosa di curioso. Quando torni una seconda, una terza o una quarta volta, quello stesso tratto che sembrava impossibile diventa quasi naturale. Ti ritrovi a percorrerlo senza neppure renderti conto di essere arrivato nel punto che, la prima volta, ti aveva fatto fermare il cuore. È una delle magie della montagna. Per chi affronta questo itinerario per la prima volta è normale mettere in conto un certo timore. Tuttavia è importante ricordare che il percorso è inserito nella rete sentieristica ufficiale del Parco delle Alpi Marittime e viene regolarmente mantenuto. Un geosito di eccezionale interesse Dal punto di vista geologico e geomorfologico questo luogo è semplicemente straordinario. La Cresta Giaime permette infatti di camminare sopra una successione di strati rocciosi quasi perfettamente sub-orizzontali, una configurazione che, osservata sul filo di una cresta così stretta, suscita immediatamente una domanda: Come si è formata una morfologia tanto particolare? L'interpretazione che ritengo più convincente è legata all'azione dei ghiacciai quaternari. Durante le glaciazioni entrambe le vallate erano occupate da potenti ghiacciai che hanno progressivamente scavato i versanti mediante erosione glaciale. L'azione contemporanea dei due ghiacciai ha lentamente asportato enormi quantità di roccia dai lati della montagna, lasciando come testimone dell'antico paesaggio proprio questa stretta cresta. L'immagine che meglio descrive il fenomeno è quella del torsolo di una mela: i ghiacciai hanno "mangiato" la montagna da entrambe le parti, lasciando solamente il dorso centrale. Oggi l'escursionista può così camminare sopra questo straordinario "pavimento" naturale costituito dagli antichi strati rocciosi, osservando direttamente gli effetti di milioni di anni di evoluzione geologica. Il momento migliore La Cresta Giaime può essere percorsa in qualsiasi momento della giornata. Il consiglio, però, è quello di raggiungerla nel tardo pomeriggio, quando la luce calda del tramonto accende le rocce e rende ancora più spettacolare il panorama. Per il rientro è sufficiente portare con sé due lampade frontali. Percorrere l'ultimo tratto nel bosco, illuminati soltanto dal fascio di luce delle torce, mentre si ascoltano i rumori degli animali notturni e i raggi della luna filtrano tra gli abeti, rappresenta il modo migliore per concludere un'escursione che difficilmente si dimentica. Alcune montagne si visitano si camminano. Altre, invece, lasciano davvero un graffio nel cuore. Per ulteriori approfondimenti e per una migliore comprensione dell'itinerario, si può guardare questo video su YouTube.