ENTRACQUE - Entracque, un'escursione geologica tra geositi e meraviglia

Debutta la rubrica di Cuneodice.it "Montagna di Emozioni". Nell'appuntamento di oggi Giovanni Bertagnin racconta come ha guidato i partecipanti alla scoperta di rocce montonate, sorgenti nascoste e antiche cave

Giovanni Bertagnin 09/07/2026 09:00

Si è svolta il 7 luglio 2026 a Entracque l'escursione geologica guidata dal geologo Giovanni Bertagnin. L'iniziativa aveva come obiettivo quello di mostrare come geositi facilmente accessibili, spesso poco conosciuti e raramente visitati, possano suscitare forti emozioni e quella meraviglia che accompagna da sempre chi frequenta la montagna con curiosità e spirito di osservazione. La passeggiata è partita dalla zona del Ristorante Vecchio Mulino, nella suggestiva valle glaciale con forma a U. Qui i partecipanti hanno potuto osservare e "scalare" due colline, tecnicamente definite rocce montonate, modellate dall'azione erosiva e abrasiva delle grandi masse glaciali del Neoquaternario. Queste forme del paesaggio rappresentano una preziosa testimonianza dell'antica presenza dei ghiacciai e mostrano la stessa giacitura delle rocce affioranti del vicino Monte Lausa, contribuendo a raccontare la lunga storia geologica della valle Gesso. Uno degli aspetti più sorprendenti dell'escursione è stata la visita alle opere di captazione delle sorgenti naturali presenti nell'adiacente ammasso roccioso. Si tratta di un complesso sistema costituito da numerose vasche di raccolta disposte a cascata, poco conosciuto anche da molti residenti, con portata di 50-100 litri al secondo. Da queste sorgenti sgorga acqua cristallina con una temperatura pressoché costante di circa 12 gradi durante tutto l'anno. L'ambiente è caratterizzato dalla presenza di vegetazione tipica delle zone umide, creando un ecosistema particolarmente ricco e affascinante. La passeggiata è poi proseguita attraverso una fitta area boscata che, per la ricchezza della vegetazione e l'atmosfera suggestiva, è stata paragonata dai partecipanti a una piccola foresta amazzonica. Per l'occasione era stato predisposto un percorso facilitato che ha consentito a tutti di attraversare in sicurezza questo tratto particolarmente interessante. All'uscita dalla foresta il gruppo ha raggiunto un'ampia radura dove sono ancora visibili i cumuli di pietre derivanti da un'antica cava locale. In passato da queste rocce venivano ricavate le lose utilizzate per la copertura dei tetti delle abitazioni alpine. Anche questo luogo rappresenta una testimonianza importante del passato, dimostrando come il paesaggio conservi ancora oggi i segni delle attività umane che hanno caratterizzato la vita delle comunità montane. Durante l'escursione sono stati inoltre osservati numerosi elementi naturalistici, tra cui la vegetazione tipica degli ambienti umidi, diverse specie di insetti come mantidi religiose, cavallette e grilli, oltre ad alcune esuvie di serpente rinvenute lungo il sentiero, lasciate dopo la muta. Uno degli aspetti più significativi della giornata è stato il coinvolgimento diretto dei partecipanti. L'escursione si è infatti trasformata in un vero momento di condivisione culturale, nel quale tutti hanno contribuito con osservazioni, domande ed esperienze personali. Non c'è stato un unico relatore che dispensava nozioni dall'alto di un pulpito, ma un gruppo di persone che ha partecipato attivamente al processo di conoscenza, ognuno  con  un contributo  osservando il territorio con il metodo  scientifico  e cercando insieme di comprenderne la storia e le caratteristiche. In fondo all'articolo è allegato un breve video realizzato durante l'escursione. Il prossimo appuntamento è in programma il 10 luglio presso il Salone del Parco di Valdieri, dove si terrà una nuova serata divulgativa dedicata alla montagna, alla geologia e alle emozioni che questi territori sanno regalare.