CUNEO - Fiaba Vivente

L'appuntamento con la poesia nei versi del giovane cuneese Carlo Serafini

Carlo Serafini 17/12/2023 07:57

Introduzione
 
Esiste una fiaba dove il luogo si fa poesia: eccolo, dunque, coi suoi contorni naturali molto apprezzati.
 
FIABA VIVENTE
 
Io cammino tra l'erba dorata
di dicembre, i steli come spade,
sembrano fare guerra per restare.
 
Non cade nulla qui intorno,
forse tranne il cielo colorato
di nubi.
 
L'aria è una velina di un
diafano coraggio, riflette in
parte il suo ardire per insistere
così tanto con le sue ragnatele
di brina, lungo le cornici
degli oblunghi prati e i suoi sfondi
animati da una ventata
di vita.
 
Qualche corvo, gazza o capriolo
che si avventura come
pedina desiderata sulla scacchiera
di questo piccolo mondo.
 
E mentre cammino
mi accorgo che le
strade sono vettori di cemento
che corrono e poi si fermano,
dove l’acqua di un lago nascosto
si plasma in un bacino di anatre.
 
Poi il vento sventola il suo affetto
sugli alberi, che come pendoli
si muovono scrollandosi, come
se debbano togliersi delle
preoccupazioni, forse per le radici
inquiete.
 
Ma non mancano le persone,
abili osservatori che dalle loro
postazioni sembrano cacciatori
di qualcosa di più grande, forse
il tramonto che si staglia
all’orizzonte come uno schizzo
infuocato.
 
E infine, a tre metri da me, dietro,
la mia famiglia, che come aquile
volano sulle ali della fantasia,
per raccontare un giorno
questa fiaba vivente.
 

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