CUNEO - Fredda Malinconia

L'appuntamento con la poesia nei versi del giovane cuneese Carlo Serafini

Carlo Serafini 08/12/2023 08:17

Introduzione
 
Nella vita si rischia di diventare qualcuno e dimenticare chi siamo veramente - come da piccoli.
 
FREDDA MALINCONIA
 
Febbre di vetro è il giorno,
pronto a rompersi.
 
Tragicità di un istante,
foglia d’acero sul cuore:
grande è la mia mano
in quest’incubo sconosciuto.
 
Così abiuro la primavera
in uno sguardo sincero,
il mio, ora un trapasso di dolore.
 
Disconnetto il mio significato,
allarme rosso, affoga la nave
dei miei sentimenti.
 
Pesci e bandiere, reti e timoni:
cattura nei fondali della mia 
anima, alzata l'arresa, guida
in discesa.
 
Allora alzo un bicchiere di cristallo,
il gomito si stacca da terra,
l'ombra si rompe nei frantumi 
instabili della mia sfera emotiva.
 
Addio, questo è il riflesso
di un emblema, e mi conio
nell'assurdo.
 
Il giorno diventa inverno,
fredda malinconia:
una forma d'angelo sul
mio viso.
 
Erano giorni felici, i resti,
piume che raccolgo e me li poso
in cuore.
 
Così qualcosa si crea dentro di me:
rabbia evocativa, dente avvelenato.
 
In un vortice mi mangio il mondo.
Poi crollo privo di sogni:
il castello di sabbia è caduto.
 
Un petalo di margherita si stacca
da quella innocente primavera:
lo stelo, adesso, è nudo.
 
Fiocchi di neve e ghiaccio:
un deserto di bianca solitudine
mi assale in un vuoto.
 
Prendo me stesso e lo muovo
tra le stelle: gli occhi, puntini
curiosi.
 
Qualcosa succede, vedono, sentono.
Infine, la galassia stessa si piega
in una lacrima: la mia, che quando
cade a terra, rimane lì a fissarmi.
 

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