Quante volte uno starnuto improvviso, una risata di cuore con le amiche o il semplice gesto di sollevare le borse della spesa si è trasformato in un momento di imbarazzo? Se vi è capitato di avvertire una piccola perdita involontaria di urina in queste situazioni, sappiate che non siete sole. L'incontinenza urinaria da sforzo è una condizione patologica che interessa una donna su tre dopo i 40 anni e una donna su due dopo i 65 anni. Nonostante il numero altissimo di donne affette, viene spesso considerata una situazione normale: non si cerca una soluzione, non si parla del problema e non ci si rivolge a professionisti specializzati. Il primo passo per rompere questo tabù è sicuramente fare informazione, perciò, per chi desiderasse approfondire, lunedì 16 febbraio avrà luogo una serata divulgativa gratuita sul tema (contatti per l’iscrizione a fondo pagina).
Questo tipo di incontinenza avviene quando si verifica un aumento della pressione intraaddominale (causato dal movimento del diaframma durante la risata o la tosse, da una sollecitazione meccanica durante un salto o il sollevamento di un peso) e viene a mancare l’adeguato contenimento fornito dalla contrazione riflessa della parete addominale e del pavimento pelvico. A causa di questa “mancata tenuta”, la forza pressoria si scarica sugli organi contenuti nel bacino (retto, utero, ovaie, vescica e uretra) sotto forma di spinta verso il basso.
Il sostegno di questi organi è deputato prevalentemente a tessuti passivi: legamenti e fasce costituiti da tessuto connettivo elastico formano una sorta di amaca che chiude inferiormente il bacino (sapevi che il pavimento pelvico è formato solo al 20% da muscolo? Tutto il resto è connettivo!). Questa amaca elasticizzata ha capacità di resistere alla normale pressione intraaddominale, ma, laddove questa spinta sia per lungo tempo aumentata e non contenuta dalle pareti muscolari, il contenimento elastico può lasciarsi andare (tecnicamente: il tessuto connettivo va incontro a lassità).
Perso il loro sostegno inferiore, gli organi pelvici vivono un graduale scivolamento verso il basso a causa della gravità e delle quotidiane sollecitazioni meccaniche e pressorie: quando la vescica si disloca, l’uretra perde la sua fisiologica angolatura e lo sfintere la sua capacità di continenza. Ecco che si instaura l’incontinenza da sforzo, primo campanello di allarme che indica la necessità di trattare e rieducare la dinamica addominale e pelvica.
Eventi come la gravidanza e il parto sono naturalmente tra le cause principali di questa lassità (e quindi dell’incontinenza), ma ci sono numerosissimi altri fattori coinvolti:
- menopausa: il cambiamento di assetto ormonale può favorire la lassità del tessuto connettivo in tutto il corpo;
- stile di vita sedentario: la perdita di tono muscolare coinvolge anche il core addominale e predispone al prolasso (discesa) degli organi del bacino;
- eccessivo sport: se la forza della parete addominale e quella del pavimento pelvico non sono tra loro proporzionate, i grandi muscoli addominali vinceranno il “braccio di ferro” a scapito del pavimento pelvico e degli organi della pelvi;
- stress, fumo, alimentazione scorretta: tutto ciò che promuove l’infiammazione sistemica favorisce la perdita di qualità del tessuto connettivo, la stasi intestinale e lo sforzo durante l’evacuazione (altro importante fattore di rischio per il prolasso pelvico).
Ad oggi, liberarsi dell’incontinenza da sforzo è tutt’altro che impossibile: esistono centri e professionisti specializzati, metodi validati e multidisciplinari per arginare la progressione dell’incontinenza. Le ricerche più recenti favoriscono gli approcci globali rispetto agli esercizi localizzati, consigliando la presa in carico della paziente sotto tutti i punti di vista:
- riabilitazione del pavimento pelvico e del core addominale: a seconda della casistica, l’approccio può variare significativamente. È importante che il professionista di riferimento conosca a fondo molte metodiche riabilitative e possa guidare correttamente la paziente durante il percorso (ginnastica hipopressiva, Caufriez Concept, Metodo Guillarme, Metodo de Gasquet, ginnastica respiratoria sono solo alcune delle possibilità);
- stile di vita: un corretto ritmo sonno veglia, orari dei pasti regolari e alimentazione antinfiammatoria, attività fisica adeguata, esposizione all’aria aperta e alla luce solare sono solo alcuni dei fondamentali presupposti per una corretta riparazione e rigenerazione dei tessuti di tutto il corpo;
- supporti e chirurgia: nei casi più severi, la medicina offre soluzioni mini-invasive. Esistono piccoli dispositivi come i pessari vaginali per il supporto uretrale (specie se abbinati a prolasso vescicale) o interventi chirurgici, risolutivi se abbinati ad una corretta fisioterapia prima e dopo l’intervento (per minimizzare il rischio di recidive).
Il vero ostacolo oggi non è la patologia in sé, ma il silenzio che la circonda: molte donne rinunciano alla ginnastica, ai viaggi o alla vita sociale per timore di piccoli "incidenti". Tuttavia, con un’attenta valutazione del core addominale e del pavimento pelvico si può fare prevenzione e intraprendere una riabilitazione mirata e specifica per risolvere o contenere ampiamente il problema.
Le stesse metodiche riabilitative possono risultare non solo inefficaci, ma addirittura controproducenti se non applicate correttamente e dopo attenta valutazione di tutti i fattori in gioco. È fondamentale quindi affidarsi a professionisti qualificati sia per la valutazione che per la riabilitazione e vanno assolutamente evitati il fai da te e i programmi standardizzati reperibili sul web.
La serata divulgativa organizzata da Abdominal Core Health Center (polo specializzato nella valutazione e nella cura delle problematiche del core addominale e del pavimento pelvico) avrà luogo lunedì 16 febbraio alle ore 20.30 presso Vialibera (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).
L'articolo è stato redatto da Fabrizio Botanica, Valentina Guglielmo e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera è la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all’avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.
Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.