La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie. È questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa Veronica Arese, intervenuta lo scorso mercoledì 10 giugno nell’evento dedicato ai cittadini dal titolo “Occhio alla pelle”, organizzato dall’associazione L’Albero dell’Amicizia ETS presso il Circolo ‘L Caprissi. Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo è concentrare l'attività di sorveglianza sui soggetti più esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha già avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attività lavorative con una prolungata esposizione al sole. La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle – il cosiddetto "brutto anatroccolo" – o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo. Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti. L'approfondimento dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo è consultabile a questo LINK.