CUNEO - La parola gentilezza fa riferimento a garbo, cortesia e amabilità in tutti i sensi

Torna l'appuntamento con la nostra rubrica psicologica 'Il Punto', curata dalla psicologa e psicoterapeuta Elena Rittano

Elena Rittano 14/11/2020 11:42

La parola gentilezza fa riferimento a garbo, cortesia e amabilità in tutti i sensi. Il 13 novembre è la giornata mondiale che celebra il valore importante di questa parola, non tanto come sinonimo di buona educazione, ma come spinta dell’animo e sensibilità.
 
Questa virtù, tuttavia, oggigiorno rischia di essere percepita come debolezza: viviamo in realtà sociali dove la competizione è fra i tre gradini del podio, dove le relazioni sociali spesso sono veicolate da interessi e utilitarismo e ancora in un mondo dove pare esserci sempre meno spazio al tempo. Respirare e vivere in
una realtà simile ci spinge in un vortice di egoismo, narcisismo, evitamento e aridità. Un’equipe di psicologi della Hebrew University (2011) ha individuato l’attivazione del gene AVPR1A che rilascia neurotrasmettitori che producono una sensazione di benessere quando qualcuno compie un’azione gentile verso il prossimo. Pur con un fondamento biologico, tuttavia, ciò che conta per davvero siamo noi e le nostre scelte, oltre che l’ambiente nel quale siamo immersi.
 
La gentilezza può essere davvero la ricetta in questo tempo di solitudine e isolamento. Scegliere di essere gentili dà speranza di poter far davvero la differenza e contagia (parola tanto spaventosa oggigiorno) anche il prossimo a fare altrettanto.

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