CUNEO - La scarsa natalità nel Cuneese non interessa solo i piccoli Comuni

I dati elaborati da Openpolis su base Istat mostrano il calo delle nascite in tutta la provincia: diminuiscono sia nei paesi meno popolati sia nei centri

Redazione 29/05/2026 09:00

Del calo delle nascite si discute ormai da anni, ma al momento non si è ancora trovata una soluzione per invertire la tendenza, nemmeno in provincia di Cuneo. E i numeri lo dimostrano. Secondo le elaborazioni diffuse dalla fondazione indipendente Openpolis e basate su dati Istat, il calo delle nascite continua anche in provincia di Cuneo e coinvolge ormai tanto i piccoli comuni quanto i centri maggiori della Granda. A Cuneo città, nel 2022, il tasso di natalità era di 6,2 nuovi nati ogni mille abitanti: il dato più basso registrato dal 2014. Cinque anni prima, nel 2017, il capoluogo aveva raggiunto quota 7,9, il dato più alto degli ultimi anni. Il confronto con la media nazionale mostra come anche il Cuneese segua la tendenza generale del Paese: nel 2022 in Italia il tasso di natalità era pari a 6,7 nati ogni mille abitanti. Tra i comuni della Granda con i valori più bassi ci sono Camerana, un comune di circa 500 abitanti verso il confine con la Liguria dove nel 2022 si sono registrati 1,7 nati ogni mille residenti, Serralunga d’Alba con 1,9 e Roburent, Sale delle Langhe e Benevello tutte a quota 2,1. Nelle città più popolose i numeri sono più alti, ma in calo rispetto agli anni precedenti. Il dato di Boves è uguale a quello di Cuneo: 6,2 nati ogni mille abitanti, anche in questo caso il valore più basso dal 2014. Con 6,3 nati ogni mille abitanti, il dato di Alba è leggermente più alto del capoluogo, ma in peggioramento rispetto all’8,1 di otto anni prima. Saluzzo è passata da 9,1 a 6,8; mentre Bra ha mostrato una flessione più contenuta, da 8,7 a 7,2. La città di Fossano invece si è fermata a 7,3. Il quadro locale si inserisce in una dinamica nazionale ormai strutturale. Secondo le rilevazioni provvisorie Istat, nel 2025 in Italia sono nati circa 355 mila bambini, pari a 6 nati ogni mille abitanti. Rispetto all’anno precedente si tratta di un calo del 3,9%, con circa 15 mila nascite in meno. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, il valore più basso mai registrato nel Paese. A incidere è anche la diminuzione della popolazione in età fertile: le donne tra i 15 e i 49 anni sono passate da 14,3 milioni nel 1995 a 11,4 milioni nel 2025. Secondo Istat, tra i fattori che possono contribuire a rallentare il calo delle nascite c’è la presenza di servizi per l’infanzia. Maggiori strutture dedicate ai più piccoli, infatti, possono avere effetti positivi sulla decisione dei giovani di diventare genitori. Sul calo delle nascite però influiscono molti altri fattori, dal costo della vita alla diminuzione dell’età fertile. Per questo, un ruolo importante dovrebbe essere giocato da politiche pubbliche integrate, da sviluppare su scala nazionale, ma anche a livello locale.