Le liste d’attesa in Piemonte stanno migliorando? L’Agenas certifica piccoli passi in avanti per quanto riguarda le prime visite, mentre si registra un leggero peggioramento sul fronte degli esami diagnostici. È quanto emerge dal Bollettino pubblicato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, rilanciato pochi giorni fa dalla Regione Piemonte, che in un comunicato ha posto l’accento sulla sezione dedicata, all’interno della pubblicazione, alla “buona pratica” piemontese relativa alle soluzioni organizzative introdotte per utilizzare in modo più efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorità più urgenti.
"Il problema delle liste d’attesa non è risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta”, hanno commentato il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
Il Bollettino Agenas
Il Bollettino Agenas, alla sua prima pubblicazione, verrà diffuso con cadenza trimestrale, sulla base dei dati raccolti attraverso la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa presentata a maggio 2026. Il monitoraggio del rispetto dei tempi stabiliti dalle prescrizioni nelle quattro classi di priorità (U – Urgente, B – Breve, D – Differita, P- Programmata) viene realizzato con riferimento alle quattordici tipologie di prime visite specialistiche e ai ventidue accertamenti diagnostici individuati nel Piano Nazionale delle Liste di Attesa 2019-2021. Il Bollettino - dicono da Agenas - “è uno strumento di trasparenza e garanzia nei confronti dei cittadini, in quanto rende conto, con cadenza regolare, dell’impatto delle misure adottate a livello nazionale e regionale per il contenimento delle liste d’attesa, rilevando sia i miglioramenti intervenuti che le criticità, su cui ulteriormente intervenire”.
I dati del primo semestre del 2026
Analizzando i dati pubblicati da Agenas, emerge che in Piemonte le prime visite nel primo semestre del 2026 sono state fissate entro i tempi stabiliti nel 71,5% dei casi, in lieve miglioramento rispetto al 69,4% registrato nello stesso periodo del 2025, ma lontano dai livelli registrati in altre grandi regioni del centro nord: la Lombardia fa segnare l’81,8%, il Veneto il 91,5%, l’Emilia Romagna il 77,2%, la Toscana il 77,2%, il Lazio il 91,6%. I dati migliori sono quelli di Basilicata (98,5%) e Marche (94,5%), i peggiori quelli della Provincia Autonoma di Trento (54,7%) e della Puglia (55,7%).
Il Piemonte segna invece un leggero peggioramento nel dato relativo agli esami diagnostici: nel primo semestre del 2026 l’81,7% degli appuntamenti è stato fissato entro i tempi stabiliti, a fronte dell’82,5% registrato nel 2025. Anche in questo caso sono lontani i livelli delle altre grandi regioni del centro-nord: Lombardia (85,5%), Veneto (97,1%, dato migliore a livello nazionale), Emilia Romagna (88,3%), Toscana (89,6%) e Lazio (89,7%). Il minor rispetto dei tempi è quello che si registra in Umbria (62%) e Puglia (63,5%).
"Leggiamo tutti i dati con grande serietà e senza nascondere le criticità. – ha commentato Riboldi – Il miglioramento delle prime visite conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ma il livello raggiunto non è ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente".
La “buona pratica” piemontese
La “buona pratica” piemontese segnalata da Riboldi, a cui Agenas dedica un’apposita sezione nel suo Bollettino, riguarda gli algoritmi sviluppati per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e migliorare l’utilizzo delle agende. In particolare, è stata introdotta una funzione di “equiparazione delle priorità” che consente alle richieste di prenotazioni con priorità più urgenti di utilizzare gli slot inizialmente riservati a priorità inferiori e rimasti liberi. “Il sistema opera automaticamente e ad oggi è attivo sul 97% delle agende”, segnala Agenas.
È stata, inoltre, attivata una ulteriore funzione di “rilascio automatico delle fasce orarie” riservata a specifiche categorie di accesso che, a 72 ore o 48 ore prima dell’assegnazione dell’appuntamento, rende disponibili per tutti gli assistiti gli slot rimasti non prenotati, evitando che restino inutilizzati e aumentando le possibilità di trovare un appuntamento alle classi di priorità più urgenti. “Grazie a queste soluzioni organizzative, la Regione Piemonte è riuscita la migliorare la performance delle prenotazioni con priorità B, passando da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%, nell’arco di un triennio”, si legge nel Bollettino.
La situazione in Italia
Nel primo semestre del 2026 il numero delle prenotazioni a livello nazionale è cresciuto, passando dai 13,3 milioni del primo semestre del 2025 a 14,9 milioni. Nel dettaglio, sono stati prenotati nei primi sei mesi dell’anno 8,4 milioni di prime visite e 6,6 milioni di esami diagnostici. Aumentano anche le prenotazioni di visite ed esami da effettuare nel weekend, che passano da 330 mila nel primo semestre del 2025 a 357 mila nel primo semestre del 2026.
Complessivamente, la percentuale del rispetto dei tempi di attesa, nel primo semestre del 2026, per le prime visite è stato pari al 78,5%, in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2025, che aveva registrato il valore del 76,4%. Anche per gli esami diagnostici si rileva una crescita nel confronto tra i due semestri con una percentuale che passa dall’82,8% al 84,6%.
Le prime visite oncologiche sono quelle con la più alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia, e migliorano ulteriormente tra il primo semestre del 2025 e il primo semestre del 2026, passando dal 94,2% al 95,2%. Miglioramenti significativi anche per la visita gastroenterologica (dal 70,8% al 74,7%), la visita pneumologica (dal 77,7% all'80,9%) e la visita fisiatrica (dal 78,5% all'82,7%). Il miglioramento più consistente nel confronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 riguarda la visita dermatologica, che pur restando una delle prestazioni con percentuali di rispetto dei tempi di garanzia più basse passa dal 65,5% al 70,2%.
Tra gli accertamenti diagnostici il recupero più significativo è quello della colonscopia, che registra il maggiore incremento tra tutte le prestazioni monitorate, passando dal 60,8% al 69,8%. Anche la gastroscopia sale dal 66,4% al 71,9%, l'ecografia della mammella dal 78% all'81,6%, la risonanza magnetica dell'addome dal 78,6% all’81%, il test cardiovascolare da sforzo dall’80% all'82,2%, l'ecografia addome dall’84,6% all'86,7%. Particolarmente significativo anche il miglioramento della mammografia, che passa dall’86,1% all'89%. L'unica prestazione che registra una lieve flessione è la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall’83,9% all’81,9%.
QUI il Bollettino pubblicato da Agenas.