CUNEO - Medio Oriente, le imprese cuneesi tra ottimismo e incertezza: "Ora arginiamo, ma i segnali non sono buoni"

Le tensioni internazionali al centro dell'incontro tra imprenditori e istituzioni promosso da Confindustria Cuneo: "La maggiore preoccupazione oggi è la speculazione sui mercati"

Andrea Dalmasso 19/03/2026 16:59

Lo scopo è fare squadra tra di noi, conoscerci meglio, confrontarci su temi comuni per intervenire laddove abbiamo la possibilità di farlo”. È il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna a delineare lo spirito che anima gli appuntamenti periodici organizzati dall’associazione di categoria per incontrare le aziende e le istituzioni del territorio. Oggi, giovedì 19 marzo, il “Pranzo col presidente” si è tenuto al ristorante “Da Costa” di Cuneo, dove si sono riuniti molti imprenditori dell’area del capoluogo. Si è trattato del primo incontro “post crisi”: la guerra in Medio Oriente e le sue conseguenze per il tessuto imprenditoriale ed economico sono stati inevitabilmente temi centrali del dibattito. Nel Comune di Cuneo sono 176 le aziende associate a Confindustria, le quali impiegano 11.293 addetti. Rappresentano il 14,5% delle associate a Confindustria Cuneo e il 18,7% della forza lavoro, registrano 7,1 miliardi di euro di fatturato (anno 2024, il 17,4% del fatturato complessivo delle aziende associate) di cui il 22,8% è verso l’estero. Un momento di ascolto Per l’amministrazione comunale cuneese era presente la sindaca Patrizia Manassero, accompagnata dal suo vice Luca Serale e dall’assessore Alessandro Spedale. “Questo è un importante momento di ascolto: - ha detto la prima cittadina - per noi è fondamentale mettere in campo politiche che permettano alla comunità di crescere e con Confindustria c’è un confronto costante su vari temi. Le aziende presenti oggi rappresentano una realtà importante per il territorio, l’impegno è sempre ricercare il giusto equilibrio tra la crescita delle imprese che lavorano e quella della componente famiglie e persone”. A guardare con apprensione alla situazione internazionale non sono solamente le aziende: “Il contesto internazionale ci preoccupa, e le preoccupazioni delle imprese sono anche quelle dei Comuni: anche noi amministrazioni abbiamo progetti in corso e bollette da pagare”, ha detto Manassero. Tra ottimismo e incertezza Argomento dominante, come detto, è stato inevitabilmente quello legato alle attuali tensioni internazionali. “Ogni imprenditore ha bisogno di certezze, da un po' di anni invece ci troviamo a fare i conti con problemi ormai diventati atavici”, ha detto Costamagna.  Ad entrare più nel dettaglio è stato il vicepresidente di Confindustria Cuneo Bartolomeo Salomone: “Essere imprenditore è un continuo atto di ottimismo verso il futuro, ma allo stesso tempo non bisogna nascondere i rischi. Tra questi rischi ce ne sono alcuni a cui non possiamo porre rimedio come imprese: se parliamo di crisi internazionali, guerre e tensioni un imprenditore ha poche possibilità di intervento. Serve comunque sapersi dire chiaramente che certi rischi esistono. La maggiore preoccupazione oggi è la speculazione sui mercati. È un tema che passa sopra le nostre teste, non possiamo farci molto, ma incrementa rischi e variabili. Non può competere a noi risolvere queste situazioni, questi drammi umani che hanno effetti sui tessuti economici. Per ora possiamo arginare, ma se i tempi diventassero lunghi si aprirebbero altri scenari. Vivevamo anche una fase di politica espansiva interessante delle banche, ora la situazione sta cambiando e siamo in balia di questo contesto: i segnali all’orizzonte non sono certamente buoni”. Quali i possibili strumenti in mano agli imprenditori per far fronte alla crisi? Per Salomone “serve puntare ancora di più su punti di forza, sulla nostra capacità di essere diversi: noi non siamo il ‘copia e incolla’ che si vede a livello internazionale, abbiamo una creatività che non si vede altrove. Dobbiamo ancorarci a questo, ai nostri tratti distintivi”. Una “ricetta” condivisa anche da Costamagna: "Il Made in Italy è invidiato in tutto il mondo. La sfida è continuare a migliorare qualità e performance anche in questo momento di rallentamento dell'economia mondiale. Dobbiamo far valere quello che siamo, quello che ci distingue dagli altri”. Il tema abitativo Si è parlato anche di politiche abitative, questione che riguarda da vicino la Fondazione Industriali, ente del terzo settore nato a fine 2024 che si propone di realizzare azioni di valore sociale, utilizzando il lavoro come strumento tramite il quale prendersi cura della società. “In provincia la quota di alloggi sfitti è del 40%. In molti sono restii ad affittare a persone che considerano diverse, ma abbiamo bisogno di loro, integrarle è fondamentale”, ha detto il presidente Costamagna. “Il tema abitativo è centrale e il Comune di Cuneo è stato il primo a considerarlo preoccupante”, ha aggiunto Giuliana Cirio, direttrice di Confindustria Cuneo e presidente della Fondazione: “Siamo in uno scenario in cui per chi ha una proprietà è più conveniente l’affitto breve, sfruttando il turismo piuttosto che entrare nel mondo degli affitti stabili. Casa e trasporto sono però temi abilitanti per un lavoro stabile. Serve un sistema di garanzie per i possessori di abitazioni che faccia rimettere in circolo quel 40% di alloggi sfitti in provincia di Cuneo, una percentuale pazzesca. Senza garanzie non si può fare solo moral suasion. Stiamo lavorando a un progetto in questo senso, lo presenteremo prossimamente coinvolgendo i Comuni”. “Il problema passa anche attraverso un patrimonio immobiliare che passando di generazione in generazione oggi avrebbe bisogno di interventi per essere messo a norma e in sicurezza, e chi ne è proprietario oggi probabilmente non ne ha la forza. Nel momento in cui ci fossero a disposizione risorse, sarebbe opportuno lavorare sull'esistente senza costruire nuovi edifici. Noi siamo aperti a collaborare nel solco di questa buona alleanza con Confindustria”, ha concluso la sindaca Patrizia Manassero.