Concluso un anno storico, che ha visto il ritorno nei professionisti del club giallorosso, il Bra guarda avanti e si appresta ad affrontare la prima gara del 2026. Il primo impegno ufficiale dell’anno sarà per la squadra di mister Fabio Nisticò il match interno contro la Sambenedettese, in programma domenica 4 gennaio a Sestri Levante, provvisoriamente campo di casa per i giallorossi. Attualmente in zona playout, il Bra è stato in ogni caso protagonista di un buon girone di andata, con 15 punti che lo tengono pienamente in corsa per la salvezza. L’allenatore, Fabio Nisticò, ha ripercorso l’ultimo anno parlando sui canali social del club: “Quelli del 2025 sono ricordi indelebili che rimarranno con noi per sempre. Nel calcio però non si può vivere di ricordi: me li tengo stretti, ma ora si guarda agli obiettivi di questa stagione e al sogno salvezza. Abbiamo fatto bene in questo girone di andata, pur partendo con l’adattamento alla categoria da parte di giocatori, staff e società. Il lavoro però ha dato i suoi frutti, dobbiamo continuare nel girone di ritorno”. Oltre ai ricordi, cosa resta della passata, storica stagione? “Resta lo spirito, la società è la stessa, la voglia di fare qualcosa di magico c’è, lo si percepisce anche negli sguardi dei tifosi: sanno che tutti qui stanno dando il 200%. Non dobbiamo porci limiti, dobbiamo cercare di tirare fuori da ogni partita qualcosa di importante". Nel girone di andata il Bra ha raccolto un buon bottino di punti, che avrebbe potuto essere anche più ricco considerando le prestazioni, per le quali i giallorossi hanno ricevuto complimenti quasi su ogni campo: “Questo mi inorgoglisce, ma in questo mondo conta solo il risultato, dobbiamo ragionare in funzione dell’obiettivo salvezza: se non ci salviamo nessuno ricorderà le cose buone che abbiamo fatto in campo”, ricorda il tecnico. In chiusura una riflessione sulla partita di domenica: “Uno scontro diretto, ma non dobbiamo pensare sia l’ultima spiaggia. Dopo ne mancheranno altre diciassette, in ognuna di queste potremo mettere un mattoncino”.