CUNEO - 'Ad oggi non abbiamo garanzie sul fatto che il Cuneo Calcio possa iscriversi alla serie D'

La timida fiducia che sembrava circolare fino a qualche settimana fa sulla partecipazione dei biancorossi al prossimo campionato sta scemando

L'intervento dell'ex assessore allo Sport Valter Fantino in Consiglio comunale

Samuele Mattio 25/06/2019 17:07

 
Indiscrezioni. Voci di corridoio. Chiacchiericcio. Al momento siamo fermi a questo. In qualsiasi piazza medio-grande del calcio italiano in una situazione analoga si sarebbe già levato un polverone, mentre sull'altipiano tutto tace. I silenzi estivi nati nell'era Marco Rosso sembrano aver abituato la tifoseria e la città a guidare a fari spenti nella notte senza sapere che cosa c'è sulla strada. Il tutto senza considerare le peripezie della stagione da poco conclusasi. In seguito all'assemblea dei soci, poi rinviata, di mercoledì 12 giugno, nella quale l'ex presidente avrebbe dovuto effettuare l'aumento di capitale decisivo per estromettere Roberto Lamanna dal Cuneo Calcio, dalle parti di corso Monviso è tutto fermo. Il cauto ottimismo che sembrava circolare fino a qualche settimana fa sull'iscrizione dei biancorossi al prossimo campionato di serie D sta scemando. 

A indicare il re nudo è stato l'assessore allo Sport del Comune di Cuneo nel Consiglio Comunale di ieri sera, lunedì 24 giugno. Cristina Clerico, rispondendo a un'interrogazione del consigliere di minoranza Massimo Garnero, ha dichiarato: “Ad oggi non abbiamo garanzie sul fatto che il Cuneo Calcio possa iscriversi alla serie D”. Dopo l'incontro di primavera tra la Clerico e l'amministratore delegato dei biancorossi Oscar Becchio si sono succeduti contatti telefonici tra Palazzo Civico e i rappresentanti della società, che avrebbero rappresentato all'assessore tranquillità sull'iscrizione al prossimo campionato in quarta serie, ma ad oggi non c'è nulla di ufficiale che confermi la notizia così come non ci sono dichiarazioni a mezzo stampa che testimonino l'effettiva volontà di proiettare nel futuro i 114 anni di storia biancorossa.

Sul nostro quotidiano abbiamo dato conto del toto-allenatore (l'idea Pierangelo Calandra sembra la più quotata in caso di iscrizione) e dell'interessamento imprenditori di alcuni ad acquisire quote della società, ma tutto questo è lapalissianamente subordinato alla sopravvivenza della stessa. Un'altra questione aperta è il rinnovo della convenzione dei campi del Parco della Gioventù. La famiglia Amanzi, che negli ultimi anni si è occupata del settore giovanile, continua a fare da ambasciatore dei colori biancorossi presso via Roma e al momento quello che ha strappato, come anticipato da Cuneodice, è la proroga di un anno dell'accordo esistente. L'intenzione dell'Amministrazione, come ribadito in Sala Consiglio dalla Clerico, è quella di consentire ai duecento bambini e ragazzi delle giovanili di continuare ad allenarsi. Il tutto nonostante l'addio di Roberto Basso, vale a a dire colui che fino a poche settimane fa era il responsabile del settore giovanile (oggi accasatosi all'ambizioso Busca) e le defezioni di alcuni allenatori.

La decisione della proroga ha incassato le critiche dell'ex assessore allo Sport, Valter Fantino, che dai banchi del Consiglio ha espresso le sue perplessità sul rinnovo annuale: “Se dall’altra parte c’è una società seria la convenzione può essere rivista in una certa maniera; se la società non c’è, o ci sono i soliti personaggi che hanno dimostrato incapacità gestionale, bisogna fare una riflessione in quanto i campi sono richiesti anche da altre società”. La decisione non sembra comunque in discussione, a meno di nuovi colpi di scena. 

Le situazioni da discutere oltre alle già citate sono molteplici. Messa una pezza sui campi del Parco della Gioventù ci sarà da discutere del rinnovo del comodato d'uso dello Stadio 'F.lli Paschiero' ed è pacifico che sull'argomento ci saranno molti punti da chiarire. Il tutto senza dimenticare che al Tribunale civile c'è un fascicolo piuttosto voluminoso con su scritto Cuneo Calcio. Se c'è qualcuno intenzionato a salvare la baracca (Rosso?) sarebbe ora uscisse allo scoperto.

In un passaggio della sua risposta a Garnero la Clerico ha fatto un riferimento all'opera del drammaturgo irlandese Samuel Beckett 'Aspettando Godot', diventata nel linguaggio comune espressione non priva di sarcasmo per indicare un evento che non si verificherà mai. “Non siamo Godot e non continueremo ad aspettare che la società si rimetta in piedi” ha sentenziato l'assessore. L'auspicio è che il finale dell'opera teatrale sia un altro. Il dramma pubblicato nel dopoguerra e la situazione del Cuneo Calcio per quanto visto fino ad oggi hanno certamente qualcosa in comune: l'associazione al 'teatro dell'assurdo'.

 

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