CUNEO - Calcio, altra stagione senza titoli per il Cuneo: ma si poteva davvero fare di più?

Pesa qualche punto di troppo perso in casa, che avrebbe consentito di chiudere al secondo posto davanti al Fossano. Ma 60 punti sono tanti e con quest'Alessandria sognare in grande era impossibile

Piero Coletta 19/05/2026 11:41

Il Fossano mette la parola fine alla stagione del Cuneo nella finale playoff per l'accesso alla fase nazionale, decisiva per inseguire la Serie D. Una gara vibrante, che si accende soprattutto nel secondo tempo per poi infiammarsi definitivamente nei tempi supplementari. I blues hanno il merito di approfittare al massimo del doppio risultato disponibile, le Aquile chiudono a testa alta e consapevoli di aver fatto il possibile. Termina così l'annata del Cuneo: ci sono stati aspetti positivi, altri meno buoni, ma in generale non si può parlare di stagione negativa. 

Miglioramenti netti rispetto alla stagione 24/25 Il Cuneo si presentava ai nastri di partenza con alle spalle la complicata e altalenante stagione 2024-2025, chiusa fuori dai playoff. L'estate ha portato un corposo rinnovamento della rosa: molti "senatori" hanno lasciato la squadra per favorire un progressivo rinnovamento del roster, affidato alla guida di Danilo Bianco, subentrato a Enrico Fantini. Dopo 42 partite ufficiali tra campionato, Coppa Italia e playoff, il bilancio dell'annata non può essere negativo. Dati alla mano, i miglioramenti rispetto alla scorsa stagione sono netti: 60 punti ottenuti in campionato nelle 30 giornate regolari, frutto di 17 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte. Numeri importanti a cui si aggiungono il terzo miglior attacco del torneo con 73 gol (a pari merito con il Fossano) e la miglior difesa in assoluto con appena 22 reti subite. Nella passata stagione i punti erano appena 49, con 14 vittorie, 7 pareggi, ma ben 9 sconfitte con il miglior attacco (59 gol fatti), ma anche la sesta difesa (39 reti subite). Un dettaglio cruciale, se si considera che l'anno scorso i biancorossi rimasero addirittura esclusi dai playoff, dato che avvalora la bontà dell'annata attuale. Altro aspetto di rilievo è l'eccellente cammino in Coppa Italia. Una cavalcata entusiasmante che ha visto cadere, una dopo l'altra, Pro Dronero, Centallo, Fossano e Volpiano. La finale è andata poi alla famelica Alessandria, ma ciò non sminuisce il percorso. 

Qualche punto perso in casa ha pesato  Non è tutto oro quel che luccica: qualche ombra, inevitabilmente, c'è. A pesare sulla stagione dei biancorossi è il trend casalingo tutt'altro che perfetto, che – ironia della sorte – è proprio il terreno di gioco dove il Cuneo ha lasciato più punti. La differenza di rendimento tra le gare interne e quelle esterne è netta: sono appena 26 i punti raccolti tra le mura amiche, a fronte degli ottimi 34 conquistati in trasferta. Otto punti di differenza. Nel post partita con il Fossano Bianco ha analizzato questo dettaglio: "Pesa qualche punto perso in casa". Sono diverse effettivamente le gare in cui il Cuneo non ha raccolto i tre punti. A conti fatti sarebbero bastati tre punti in più per avere il secondo posto e partire con il vantaggio dei due risultati. Ma questo è il calcio. 

Una stagione complessivamente buona Al netto di tutto, quella del Cuneo non può essere considerata come una stagione negativa. Le aspettative erano alte e dal Cuneo è lecito aspettarsi sempre qualcosa in più. I punti raccolti non sono frutto del caso e anche i numeri confenzionati testimoniano il buon percorso complessivo dei cuneesi. La squadra ha avuto una rivoluzione tra addii e nuovi arrivi, ma anche l'inserimento di alcuni giovani interessanti. C'è poi un altro fattore cruciale da considerare: la presenza dell'Alessandria. Con 76 punti conquistati, contro i 62 del Fossano e i 60 del Cuneo, i grigi hanno monopolizzato il campionato sotto ogni punto di vista, costringendo di fatto le concorrenti a spartirsi i soli piazzamenti playoff. Basti pensare che nella scorsa stagione la Valenzana Mado ottenne la promozione diretta con 65 punti. Fare di più contro una corazzata del genere era oggettivamente difficile, se non impossibile. Qualcuno potrebbe obiettare: "Sì, ma il Fossano una vittoria contro l'Alessandria l'ha strappata", ma il distacco finale di 14 lunghezze parla da sé. Ora, però, è già tempo di pensare al futuro. Nel post partita del match del Pochissimo, Danilo Bianco ha dichiarato di non aver ancora discusso della sua posizione, ma ha espresso chiaramente il desiderio di restare. Dare continuità al progetto tecnico non sarebbe affatto una scelta sbagliata: la squadra ha basi solide e vanta in rosa elementi di categoria superiore. Forse la sfortuna è stato l'incastro temporale: aver costruito una rosa di alto livello nello stesso anno del percorso dell'Alessandria, fuori categoria per tanti aspetti. Ma questi sono discorsi da bar. Quando metti insieme 60 punti – una quota che in un'annata normale ti spalancherebbe le porte della Serie D – parlare di delusione è semplicemente fuori luogo.