CUNEO - #GiroinGranda: debuttano Coppi e Bartali, poi il Giro entra in guerra

Quarta puntata del nostro viaggio attraverso la storia della corsa rosa in provincia di Cuneo: riviviamo gli anni Trenta, fino allo scoppio del conflitto

Un passaggio del Giro del '38 (foto Archivio Gazzetta)

a.d. 11/04/2018 21:09

In vista della tappa del 24 maggio, ripercorriamo i passaggi del Giro d'Italia nella nostra provincia, dall'epoca dei pionieri all'impresa di Nibali nel 2016. Un racconto a puntate che ci accompagnerà all'attesissima Abbiategrasso-Prato Nevoso, potenzialmente decisiva per il Giro 2018.
 
Un anno dopo lo storico debutto della maglia rosa, il Giro d'Italia torna sulle strade della provincia di Cuneo nel 1932. Un passaggio fugace, sul percorso della 12° tappa, la Genova-Torino del 3 giugno: sotto la Mole, dopo 267 km, vince Ettore Meini, mentre Antonio Pesenti andrà ad aggiudicarsi la classifica generale. Il Giro pedala verso il futuro: all’Arena di Milano, per l'ultima tappa, la radio nazionale manda in onda la prima radiocronaca dell’arrivo. Il radiocronista, Nello Corradi, senza avere il supporto delle notizie della corsa, deve peròinventarsi mille espedienti, nelle due ore in onda, per rendere interessante la trasmissione.
 
Nessun passaggio nel 1933 e nel 1934, la corsa rosa torna in Granda nel 1935. Il 6 giugno Raffaele Di Paco vince la Genova-Cuneo, 17° tappa (148 km, passando per Ceva), mentre il giorno successivo, nella Cuneo-Asti (“semi-tappa” da 91 km), esulta Giuseppe Olmo. A vincere il Giro sarà Vasco Bergamaschi. E' un Giro storico, quello del 1935: è quello del debutto di Gino Bartali, che vince la settima tappa (Porto Civitanova-L'Aquila) e si aggiudica la classifica del Gran Premio della Montagna, ricevendo in premio una Fiat Balilla. Il Giro è sempre di più la festa degli italiani: da due anni davanti alla corsa sono apparsi i primi carri pubblicitari che presentano i prodotti al pubblico lungo le strade e sono state intraprese iniziative accessorie agli arrivi di tappa per intrattenere gli spettatori.
 
Niente Giro in provincia nel 1936, altro passaggio fugace nel 1937: Alba saluta la carovana durante la Torino-Acqui Terme (seconda tappa, 148 km) il 9 maggio. Vince Quirico Bernacchi, la corsa andrà a Bartali, al primo dei suoi tre successi al Giro d'Italia.
 
Bartali che non prende parte alla corsa nel 1938: l'Unione Velocipedistica Italiana, su spinta del partito fascista, va all'affannosa ricerca di un'affermazione internazionale, ed impone a lui e ad altri “pezzi da novanta” del nostro ciclismo di privilegiare il Tour de France. La carovana orfana di “Ginettaccio” transita in Granda l'8 maggio, in occasione della seconda tappa, la Torino-Sanremo da 204 km: la vittoria va a Mario Vicini, primo in riviera dopo l'ascesa al Colle di Nava. A vincere la corsa sarà poi Giovanni Valetti.
 
E' l'ultimo passaggio del Giro d'Italia in provincia di Cuneo prima della Seconda Guerra Mondiale. Si corre ancora nel 1939 e nel 1940. Il 9 giugno del '40 Fausto Coppi vince il suo primo Giro, il giorno dopo, dal balcone di Palazzo Venezia, Benito Mussolini annuncia la consegna della dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna. La corsa rosa tornerà a colorare l'Italia solo nel 1946, la Granda dovrà attendere fino al 1949.
 
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