CUNEO - Pallavolo, Liano Petrelli: "Vi racconto il campione del mondo Fefè De Giorgi"

I ricordi dell'ex giocatore, compagno del tecnico della Nazionale a Cuneo e poi suo vice: "Che risate in quegli anni"

L'Alpitour Traco Cuneo 94-95 con Petrelli (il primo da destra) e De Giorgi (numero 4)

Gabriele Destefanis 15/09/2022 12:16

“Allenatore e persona vera, si merita tutto quello che sta vivendo. E quante risate con lui e Ganev…”. Liano Petrelli non riesce a trattenere un sorriso quando ripensa a Fefè De Giorgi e ai tempi passati insieme a Cuneo. Prima da compagni di squadra, poi da allenatori, nel 2000: Fefè nel ruolo di coach e giocatore, Liano come suo secondo. Amici oltre che colleghi. Petrelli, ex schiacciatore marchigiano con una lunga ed importante carriera in A1 (Parma, Milano, Modena, Treviso, Macerata) e due World League vinte con la Nazionale (1990 e 1991), a Cuneo ha messo radici, proseguendo la carriera da allenatore prima con la Nazionale Juniores, poi nella zona del Cuneese, esclusa una parentesi al Vero Volley: settori giovanili, le prime squadre di Busca e Fossano, l’ultima esperienza col femminile come responsabile tecnico della Cuneo Granda Academy ed ora il nuovo progetto della scuola di pallavolo per giovani aperta tutto l’anno. Chi meglio di lui ci può raccontare il neo campione del mondo Fefè De Giorgi? 
 
Liano, intanto dicci che emozione hai provato per la vittoria dei Mondiali Degli Azzurri. 
“Un’emozione incredibile. Non mi sono perso una partita di questo Mondiale dell’Italia, che ha dimostrato una consapevolezza, una serenità ed una capacità di gioco per certi aspetti sorprendenti. Sono ragazzi che hanno fatto tutto il percorso delle Nazionali giovanili, questo dà un’emozione ancora più forte”
 
Ti aspettavi che potessero arrivare fino in fondo? 
“Mi aspettavo che lottassero fino alla fine per il titolo. La Polonia ci aveva preparato la festa, come avevano già anche fatto gli sloveni: questa squadra ha dimostrato di avere due palle quadrate. Dopo aver perso il primo set in cui si sono trovati avanti per 21-18, sono riusciti a mantenere la serenità giusta, rimanendo lucidi, senza fare troppi conti, giocando una palla alla volta. Ma d’altra parte, Fefè nelle difficoltà è educativo”
 
Cosa intendi? 
“È stato lui a dare ai ragazzi quella consapevolezza fondamentale per arrivare fino in fondo. Lo conosco bene, ha il modo giusto di porsi nei confronti dei giovani. Ha una capacità di gestione incredibile e riesce a tirare fuori il meglio dai suoi giocatori, una grande dote. È riuscito ad accelerare il percorso di crescita di questo gruppo della Nazionale. E da ex grande palleggiatore, sono sicuro che c’è anche del suo nel grande Mondiale che ha fatto Giannelli. È un allenatore vero. Si merita tutto quello che ha vissuto e che sta vivendo”
 
Com’era da compagno di squadra? 
“Come giocatore, aveva una marcia in più degli altri. Non avendo grandi doti fisiche, doveva compensare con le capacità tattiche e di gestione degli schiacciatori. Fuori dal campo, era simpaticissimo, sempre con la battuta pronta. Quelli sono stati anni incredibili, in cui ci siamo divertiti tantissimo”
 
Hai un aneddoto da raccontare? 
“Una volta, con la complicità di Ganev, un altro simpaticissimo, mandò da Silvano Prandi un giocatore straniero appena arrivato che non conosceva la lingua: gli disse di ripetere alcune parole, che in realtà erano delle parolacce. Silvano scoppiò a ridere”
 
Dopo quegli anni, tu hai messo radici a Cuneo. Cosa ti ha conquistato? 
“Sono esattamente trent’anni che sono a Cuneo. Era l’anno dell’inaugurazione del palazzetto, ci allenavamo a Boves. Qui ho passato anni bellissimi. Ricordo uno striscione dedicato a me, ‘Liano sei magico’. Questa è diventata casa mia, qui ho messo su famiglia”
 
Quanto manca a Cuneo la grande pallavolo maschile dei tuoi tempi? 
“Tanto. Cuneo è la città della pallavolo. La gente ha voglia di grande volley, e l’ha dimostrato l’anno scorso con la finale di Coppa Italia. Ma credo che le possibilità ci siano con questa nuova società piena di entusiasmo. E comunque anche nel femminile Cuneo sta facendo molto bene: io credo che ci sia spazio per entrambe le realtà”
 
Tu hai allenato il maschile e il femminile. Differenze? 
“In generale, i maschi hanno meno paura di sbagliare, sono più spregiudicati. Alle ragazze devi dare più coraggio. Ma sono grandi lavoratrici, più degli uomini, sono pignole e attente ai dettagli”
 
Cosa c’è nel futuro di Liano Petrelli? 
“Mi piace lavorare con i giovani. Per questo porto avanti questo nuovo progetto della scuola di volley che ci sarà per tutto l’anno. Credo che, soprattutto dopo il periodo del Covid, che ha allontanato un po’ i giovani dallo sport, sia fondamentale ripartire da loro”

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