CUNEO - "Trattati come banditi": lo sci alpinismo olimpico e il caso Blangero riaprono il nodo delle risalite in pista

Federico Bausone accende il dibattito con una provocazione: "Uno sport riconosciuto dal CONI non può allenarsi di nascosto"

Alessandro Nidi 13/02/2026 07:00

Atleti costretti ad allenarsi di nascosto, alla stregua di “banditi”. È con questa provocazione che Federico Bausone, docente di Scienze motorie al liceo, allenatore e profondo conoscitore dello sci alpinismo, riporta al centro del dibattito la questione delle risalite in pista. E lo fa partendo da un nome e un cognome: Matteo Blangero, 17 anni, talento dello Sci Club Tre Rifugi, atleta del Comitato FISI Alpi Occidentali e della nazionale giovanile di Ski Alp. Blangero è reduce da uno straordinario secondo posto in Coppa del Mondo giovani nella specialità sprint, proprio quella che debutterà alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Una disciplina, lo sci alpinismo, ufficialmente riconosciuta dal CONI attraverso la FISI, con tecnici formati dalla federazione - tra cui lo stesso Bausone - e un movimento giovanile in costante crescita. Eppure, paradossalmente, per allenarsi questi atleti devono spesso muoversi con estrema cautela. “Per prepararci - spiega Bausone sul suo profilo Instagram - oltre al fuoripista abbiamo bisogno anche di risalire brevi tratti di pista battuta, talvolta una semplice striscia di cinquanta centimetri. Ma sulle piste di casa dobbiamo quasi nasconderci, come se stessimo facendo qualcosa di illegale”. Il nodo è normativo. L’articolo 24 del decreto legislativo 40 del 2021 stabilisce che la risalita delle piste è consentita solo “previa autorizzazione del gestore dell’area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi di urgente necessità”. Le risalite devono comunque avvenire ai margini della pista, evitando rischi per la sicurezza degli sciatori e rispettando sia la legge sia le prescrizioni del gestore. Un tema che divide anche sul territorio. Nei giorni scorsi sono emerse posizioni differenti: Viola St. Gréé vieta il transito degli scialpinisti, mentre Lurisia lo consente esclusivamente in orario diurno. Segnali di un confronto aperto, che coinvolge gestori, sportivi e istituzioni. Bausone non ignora le criticità: “Ci sono comportamenti sbagliati che vanno sanzionati: risalire mentre si batte la pista, rovinare il manto appena preparato, occupare strettoie in gruppo”. Tuttavia, sottolinea, non è alimentando lo scontro che si risolve il problema. In gran parte dell’Europa la risalita è consentita o regolamentata attraverso percorsi dedicati. Anche in Italia località importanti come Cervinia, Monterosa, Madonna di Campiglio o San Martino di Castrozza hanno individuato soluzioni organizzate. Dietro Blangero, punta di diamante del movimento, sta crescendo un gruppo di giovani entusiasti che pratica uno sport durissimo, tecnico e spettacolare, immerso in un ambiente straordinario. La sfida è trovare un equilibrio tra sicurezza, gestione delle piste e diritto alla pratica sportiva. Perché se lo sci alpinismo è disciplina olimpica, conclude Bausone, non può continuare a sentirsi fuori legge sulle montagne di casa.