FRABOSA SOTTANA - Da Prato Nevoso alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026: la rinascita sulla neve di Paolo Priolo

Una storia di resilienza e sport raccontata da TGR Piemonte: "I limiti non esistono, ce li poniamo spesso noi da soli"

Redazione 05/03/2026 07:17

La libertà di scendere lungo un pendio innevato, l’adrenalina della velocità, la voglia di dimostrare che i limiti, molto più spesso di quanto si pensi, sono solo nella mente. È la storia di Paolo Priolo, atleta paralimpico originario di Monteu Roero e residente a Canale, raccontata in un servizio di TGR Piemonte. “Lo snowboard è libertà, è adrenalina. I limiti non esistono, ce li poniamo spesso noi da soli”, ha spiegato il classe 1985 ai microfoni della testata regionale Rai. Parole che pesano ancora di più se si guarda indietro al 2003: il giorno del suo diciottesimo compleanno un incidente in moto gli costò la perdita dell’avambraccio destro. Un evento traumatico che avrebbe potuto segnare una resa. Invece, come racconta nel servizio, la prima reazione è stata opposta: rialzarsi subito. Furono gli amici a portarlo a Prato Nevoso. Lì, quasi per caso, scopre lo snowboard. “Non ero mai stato uno sportivo”, ricorda a TGR Piemonte. “All’inizio ho fatto davvero tante cadute. Ma l’importante, ogni volta, era rialzarsi”: da quelle discese incerte nasce una passione destinata a cambiare la sua vita. Priolo si è specializzato nello snowboard cross e nel banked slalom, fino a conquistare la partecipazione alle Paralimpiadi invernali di Pyeongchang 2018. Un traguardo che rappresenta non solo un risultato sportivo, ma anche personale. Conciliare l’attività agonistica con il lavoro da disegnatore tecnico, però, si rivelò complesso. Dopo la mancata convocazione per le Paralimpiadi invernali di Pechino 2022, quell’anno giunse la decisione di fermarsi. “La passione però non si è mai spenta”, racconta nel servizio. Sistemata la situazione lavorativa, inevitabilmente, la scelta è stata quella di tornare a gareggiare. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla sua famiglia e ai volontari dell’associazione Discesa Liberi di Prato Nevoso, realtà che promuove lo sport sulla neve tra le persone con disabilità. “Sono volontari straordinari, incoraggiano chiunque abbia una qualche disabilità a buttarsi nello sport”, rimarca l’azzurro. All’orizzonte ci sono ora le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Un appuntamento che per Paolo Priolo non rappresenta solo un sogno sportivo, ma anche un’occasione per cambiare lo sguardo sul mondo paralimpico. “Rispetto agli anni scorsi le cose sono cambiate”, osserva ancora nell’intervista a TGR Piemonte. “Prima noi paralimpici eravamo visti un po’ come degli alieni. Pietismo? Nel nostro mondo non esiste. Siamo sportivi, vogliamo competere, vogliamo vincere”. La sua filosofia è semplice e diretta, come una discesa lanciata a tutta velocità: “Hai voluto la tavola da snowboard? Allora, adesso, scendi veloce”. Una frase che riassume la sua storia: cadere, rialzarsi, ripartire. Sempre più forte.