FRABOSA SOTTANA - Federica Brignone trionfa: oro olimpico nel Super‑G! Quell'allenamento ad Artesina...

La “Tigre” delle nevi conquista il titolo che mancava al suo palmarès, suggellando al meglio il ritorno dopo il grave infortunio di un anno fa e un passato di allenamenti sulle nevi del Mondolé Ski

Redazione 12/02/2026 14:37

Un boato di gioia ha attraversato l’Olympia delle Tofane: Federica Brignone ha vinto la medaglia d’oro nel Super‑G femminile alle Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026, regalando all’Italia una delle pagine più emozionanti nella storia dello sci alpino.  Sulla pista tecnica e selettiva delle Tofane, la 35enne valdostana ha firmato una prova magistrale, tagliando il traguardo in 1’23”41, davanti alla francese Romane Miradoli e all’austriaca Cornelia Huetter e aggiungendo al suo palmarès il titolo olimpico più desiderato, quello che fino a oggi le mancava. Questa vittoria non è solo un’altra medaglia: è la prima medaglia d’oro olimpica della carriera di Brignone, che aveva già collezionato argento e bronzo in altre edizioni dei Giochi, ma non aveva ancora raggiunto il gradino più alto. L’impresa assume contorni epici se si considera il drammatico percorso che l’ha preceduta. Il 3 aprile 2025, durante i campionati italiani in Val di Fassa, la campionessa subì una frattura di tibia, perone e rottura del legamento crociato, un infortunio che sembrava potesse compromettere non solo la sua partecipazione ai Giochi di casa ma addirittura la sua carriera. Dopo un lungo e faticoso percorso di riabilitazione, tra timori e dubbi, Federica è tornata a competere e ha affrontato questa sfida con determinazione.  Un elemento importante di questa storia è il legame di Brignone con le nevi piemontesi, e in particolare con il comprensorio del Mondolé Ski, che include anche Prato Nevoso e Frabosa Soprana. Il 15 gennaio 2020, sulla pista Mirafiori di Artesina, Federica si allenò insieme a Sofia Goggia, Marta Bassino, Laura Pirovano (oggi quinta), Karoline Pichler, Francesca Marsaglia e alle allora giovani azzurre di Coppa Europa Valentina Cillara Rossi e Luisa Bertani, in preparazione a una tappa di Coppa del Mondo. Quella giornata a tinte cuneesi rimane un ricordo vivo di giorni di sci ad alta quota, in cui la futura campionessa olimpica affinò traiettorie e velocità che oggi l’hanno portata alla vittoria. Brignone era inoltre già stata ad Artesina in gioventù per una delle sue prime gare FIS Giovani, per poi farvi ritorno nei primissimi anni Dieci del ventunesimo secolo, consolidando un rapporto profondo con le montagne italiane sin dai suoi primi anni di carriera. Oggi, dopo aver toccato il fondo con il gravissimo infortunio dell'aprile scorso e aver vissuto mesi di dubbi e sacrifici, Brignone ha trionfato là dove si scrive la leggenda dello sport: sull’Olympia delle Tofane, davanti a un pubblico estasiato e all’Italia intera, dimostrando che la passione e il coraggio possono trasformare i sogni in realtà. Con questa medaglia d’oro, Federica Brignone non solo completa il cerchio del suo straordinario palmarès, ma incarna l’essenza stessa dello spirito olimpico: la capacità di rialzarsi più forte di prima.