MONDOVÌ - L’Étape Mondovì del Tour de France si svela alla presenza di Vincenzo Nibali

L’ex campione ha aperto le danze della festa ciclistica che coinvolgerà tutto il Monregalese il prossimo 20 settembre

Giacomo Giraudo Cordero 10/07/2026 15:12

“Sono felicissimo di tutto quello che ho fatto nella mia carriera!”. Con queste parole, pronunciate da una voce rotta dalla commozione, si può riassumere l’incontro che ieri pomeriggio ha visto protagonista l’ex campione di ciclismo Vincenzo Nibali nella “Sala Paolo Borsellino” dell’Istituto Alberghiero “Giolitti-Belisario” di Mondovì. L’occasione era la presentazione del tracciato e dei dettagli dell’Étape, organizzata dal Tour de France a Mondovì e in programma il prossimo 20 settembre. Una nuova festa - la seconda quest’anno - per migliaia di cicloamatori che affolleranno le strade del Monregalese come avvenuto poco più di un mese fa ad Entracque. Ma anche una nuova occasione per la Granda e il Piemonte per ribadire ancora una volta l’eccellenza del suo territorio dal punto di vista delle due ruote. Sono 110 i chilometri che saranno chiamati a percorrere tutti i partecipanti alla manifestazione, con un dislivello di 2.210 metri e un percorso quantomai suggestivo, pensato appositamente per far contemplare in tutta la sua bellezza il territorio di Mondovì: da Breo a Briaglia, da Clavesana a Murazzano, da Niella Tanaro a Vicoforte, fino al suggestivo arrivo a Piazza. Il percorso completo, nel dettaglio, è consultabile sul sito della manifestazione. Due, invece, le modalità di partecipazione: la Granfondo “classica”, che, complice la regia del Tour de France, assegnerà le classiche maglie gialla (al primo assoluto), a pois (al miglior scalatore) e verde (al leader della classifica punti), e il percorso Cicloturistico, con intermezzi gustosi nelle varie tappe del percorso. Si attendono, come già ad Entracque, più di 2500 ciclisti provenienti da circa 30-40 Paesi del mondo. Menzione d’onore per il Gruppo Sportivo di Passatore, il più presente nella Granfondo dell’anno scorso (non ancora targata Tour) con 150 ciclisti e onnipresente con le sue tute verdi anche in Valle Gesso. Ma più che una semplice competizione sportiva, più o meno agonistica a seconda dei desiderata di chi vi partecipa, l’Étape si configura come una vera e propria festa diffusa, come sottolineato anche dall’assessore allo sport del Comune di Mondovì Alessandro Terreno e da Eventi Persone e Territorio, organizzatore dell’evento nella persona di Flavio Borgna. E così si partirà il venerdì con la music run e la grande musica, per poi proseguire per tutto il weekend con l’area Expo, l’Étape kid e la cena di gala. Un modo per promuovere il territorio attraverso lo sport e le grandi attrattive spettacolari, in modo da attirare gente non solo per quel weekend, ma per tutto il resto dell’anno. Dopo il momento di illustrazione tecnica del percorso e dei suoi eventi collaterali, è arrivato il momento clou del pomeriggio: la chiacchierata informale tra Nibali e il giornalista sportivo Paolo Viberti. Accolto da una standing ovation che l’ha immediatamente commosso, lo “Squalo di Messina” ha ripercorso la sua straordinaria carriera dimostrando come da tradizione una grande umanità e, soprattutto, la solita onestà intellettuale. Si parla, fra le altre cose, dell’errore di strategia che gli è costato una medaglia olimpica, a Rio 2016. La classica ciliegina sulla torta che è mancata, ma che non può cancellare una carriera da leggenda di questo sport: Nibali è uno degli 8 ciclisti ad aver vinto la “Tripla corona” (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna) e uno dei 4 ad aver trionfato nelle tre principali corse a tappe del ciclismo e in due corse “Monumento” (il Giro della Lombardia e la Milano-Sanremo). Quella di Nibali è stata però, prima di tutto, la storia di un “bambino con le idee chiare”, che ha sempre voluto andare in bicicletta e andarci veloce. La storia di un atleta la cui forza stava anche, se non soprattutto, in una migliore capacità di recuperare in fretta rispetto ai suoi avversari: “Ho sempre dormito tanto, anche per pochi minuti nelle pause, e questo in una competizione di 21 giorni come il Giro o il Tour può fare la differenza”. La storia di un campione che di fronte al successo si è sempre sentito più in difficoltà che in trionfo e che ha vissuto, con Contador e Froome, in particolare, rivalità da annali delle due ruote. Mai banali le sue parole, anche nel finale dell’intervista, quando ha “eletto” a suo potenziale allievo Lorenzo Finn: “Sta facendo un percorso di crescita molto regolare e sta costruendo una base di crescita importante, che gli sarà utilissima quando si darà completamente al professionismo”. Nel consigliare i giovani aspiranti ciclisti, Nibali ha la risposta pronta: “Cercate con calma il vostro sport, come ha fatto Sinner con il tennis. E poi analizzate bene non solo le sconfitte, ma anche e soprattutto le vittorie”. La stella di Vincenzo Nibali, anche se in modo diverso, ha di nuovo brillato luminosa nella Granda, dieci anni dopo il trionfo di Sant’Anna di Vinadio che gli consegnò il suo secondo Giro d’Italia.


Le parole di Vincenzo Nibali