Si è svolto ieri sera presso l'Ala polifunzionale di piazza del Popolo di Savigliano l'evento-incontro con Fabrizio Romano, il giornalista sportivo diventato un punto di riferimento mondiale del calciomercato grazie ai suoi canali social e al celebre slogan "Here we go", ormai entrato nel linguaggio comune degli appassionati di calcio. Inserito da Forbes tra i trenta giovani più influenti d'Europa nel 2022 e nel 2023 e vincitore del Globe Soccer Award come miglior giornalista sportivo dell'anno nelle stesse edizioni, Romano ha ripercorso la propria carriera, raccontando aneddoti, curiosità e retroscena del mestiere. Il giornalista ha raccontato del suo ingresso giovanissimo, a soli 19 anni, nella redazione di Sky, dove ha avuto l'opportunità di lavorare accanto a professionisti affermati come Gianluca Di Marzio e Massimo Marianella, e delle sue prime "bombe di mercato", tra cui l'arrivo di Mauro Icardi all'Inter. Ancora oggi, spiega, i suoi genitori non hanno ben chiaro in cosa consista realmente il suo lavoro: il padre pur seguendo il calcio non riesce a stare al passo vista l'età, mentre la madre, non essendo appassionata, fatica ancora a capire cosa faccia il figlio. "Mi diverto molto di più con i miei cugini più piccoli", ha scherzato, evidenziando come il suo lavoro sia ormai incentrato sui social per cui più facile da comprendere alle nuove generazioni. Romano ha anche raccontato della nascita del suo ormai iconico "Here we go": un'espressione nata quasi per caso, dopo un annuncio di un giocatore del Manchester United al termine di una trattativa estenuante durata mesi, e che negli anni è diventata il suo marchio distintivo al termine dei video in cui annuncia le esclusive di mercato. Ha poi affrontato numerosi temi legati al calcio, commentando anche il Mondiale appena concluso: delle grandi aspettative sulla Francia e della delusione della Germania, mentre tra le sorprese non ha dubbi: "Capo Verde con il portiere Vozinha". Ovviamente, parlando di nazionali, non è mancato un commento anche sul nuovo ct azzurro Andrea Pirlo: Romano ha raccontato che la sua scelta sarebbe ricaduta forse su Antonio Conte, ma ha aggiunto con fiducia: "Mi fido di Paolo Maldini", esprimendo apprezzamento per la decisioni presa e ammirazione per l'ex giocaotore rossonero. Tra i passaggi più interessanti dell'incontro sicuramente le differenze nel modo di vivere il calciomercato tra Italia e resto del mondo. "In Italia esiste quasi una cultura del calciomercato", ha spiegato: "Si presta enorme attenzione non solo alla notizia, ma anche ai dettagli, ai retroscena e alle indiscrezioni. Siamo arrivati quasi addirittura a una saturazione delle notizie", per poi, aggiungere con un po' di ironia: "Forse è colpa mia?". All'estero, invece, il mercato viene vissuto in maniera diversa: "Mentre in Italia le notizie non devono trapelare, negli Stati Uniti è più un gioco: sono spesso le stesse società a contattare i giornalisti dicendo semplicemente: 'Offriamo questa cifra per quel giocatore'". Romano ha poi affrontato il tema della valorizzazione dei giovani, evidenziando il divario tra il calcio nostrano e quello di altri Paesi. "All'estero i ragazzi vengono lanciati molto prima e con meno pressione. Mentre giocatori come Cubarsí e Yamal disputano il Mondiale, in Italia un ragazzo di 19 anni spesso è ancora relegato in Primavera e se un allenatore prova a dare fiducia a un giovane e questo commette un errore, rischia di pagarne le conseguenze lui e il ragazzo, in un costante gioco al massacro. All'estero invece c'è meno pressione, se un ragazzo sbaglia la domenica successiva si azzera tutto e si riparte". Non sono mancati aneddoti e curiosità sul suo lavoro quotidiano: Romano gestisce personalmente i suoi account ("È anche per un motivo di credibilità" afferma), avvalendosi soltanto di un collaboratore per la realizzazione delle grafiche e alla domanda su quanti telefoni utilizza risponde: "Ho un solo telefono... ma tantissimi caricatori!". Una serata ricca di spunti e curiosità che ha permesso al pubblico saviglianese di conoscere da vicino uno dei giornalisti sportivi più affermati e influenti del panorama calcistico internazionale.