ALBA - Alba: la regione Piemonte ha istituito 'la Zona naturale di Salvaguardia del fiume Tanaro'

L’amministrazione comunale albese ha individuato i 'boschi di valore paesaggistico'. La superficie complessiva dell’intera zona di salvaguardia è 3545 ettari

24/04/2019 16:56

La Giunta regionale, con delibera n. 45-8770 del 12 aprile, ha istituito la "Zona naturale di Salvaguardia del fiume Tanaro”, nel tratto tra Cherasco e Castagnole delle Lanze, come richiesto dai Comuni di Alba, Bra, Barbaresco, Castagnito, Castagnole delle Lanze, Cherasco, Guarene, Govone, La Morra, Magliano Alfieri, Monticello d’Alba, Neive, Pocapaglia, Roddi, Santa Vittoria, Verduno, Costigliole d’Asti e Isola d’Asti attraverso il protocollo d’intesa firmato dagli stessi Comuni il 28 febbraio 2019 e la delibera della Giunta comunale di Alba  n. 84 del 7 marzo 2019, accanto a quelle degli altri comuni coinvolti. 
 
La “Zona naturale di Salvaguardia del fiume Tanaro" istituita dalla Giunta regionale integra l’elenco delle zone naturali di salvaguardia di cui al comma 2 dell’articolo 52 bis della legge regionale 19 del 2009. La superficie complessiva dell’intera zona di salvaguardia è 3.545 ettari.  Di questi, circa 933 ettari sono nel Comune di Alba. 
 
Oltre a ciò, nel Consiglio comunale del 10 aprile 2019, con i voti della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, è passata  la delibera sull’adeguamento del Piano regolatore al Piano Paesaggistico Regionale. In tale documento sono  individuate anche le zone boscate , in particolare i “boschi di valore paesaggistico” sottoposti alle misure di salvaguardia. Nel Comune di Alba i “boschi di valore paesaggistico” sono 21 ed hanno una superficie complessiva circa 318 ettari. 
 
Nello stesso documento  individuate anche: i “varchi” di interesse paesaggistico e di aree già previste per servizi, mitigazione a verde, etc.; gli ambiti definiti “ad alta vocazione tartufigena”; i “percorsi panoramici”; i margini urbani del “Parco del Tanaro” da riqualificare come “zona naturale di salvaguardia”; gli elementi storico-documentarie nelle aree esterne al centro storico; gli edifici o ambiti ad integrazione del censimento Unesco; le normative, anche in estensione delle previsioni già inserite per la buffer zone Unesco; la modifica delle norme tecniche di attuazione del Prg sugli interventi in centro storico e su edifici tutelati; il recepimento dei riferimenti definiti nel regolamento edilizio comunale; l’estensione all’intero territorio comunale di specificazioni “qualitative”, già inserite per il territorio buffer zone Unesco (per autorimesse, fotovoltaico, ecc. piscine, muri di sostegno, tipologie edilizie).


c.s.

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