Si è chiusa a Guarene, là dove tutto era cominciato, l’edizione 2025 di “Colline in Musica”, un festival che ha saputo tenere insieme arte, pensiero, emozione e ascolto in un percorso che ha attraversato Langhe, Roero e Monferrato. Dopo 17 concerti in 15 Comuni, con oltre 40 artisti coinvolti tra grandi nomi internazionali e giovani promesse, la rassegna si è congedata con una serata carica di significato, presenza e dialogo. Il tema dell’edizione, “Destini”, ha ispirato un intreccio di linguaggi e visioni: dall’ultima sonata di Schubert eseguita su un Pleyel del 1858 agli eroi spezzati di Joyce, dai destini sonori di Schumann e Brahms alle traiettorie emergenti dei giovani ensemble. Come i sentieri heideggeriani da cui prendeva spunto il titolo, il festival ha disegnato strade che si sfiorano, si separano, si perdono e si ritrovano dentro l’umanità condivisa. Nella cornice del Palazzo Re Rebaudengo, il pubblico ha partecipato all’incontro conclusivo con il delian::quartett, sulle note di Mozart e Šostakovič, accompagnati da parole, ospiti e orizzonti futuri. Tra il pubblico era presente anche Cosmin Dumitrescu, console generale di Romania a Torino, accompagnato da una delegazione. Durante il suo intervento, ha sottolineato il valore della musica come strumento di pace e coesione tra i popoli: “A Guarene mi trovo in mezzo a persone che amano le stesse cose che io e la mia famiglia amiamo: arte, cultura, musica, letteratura”. Nel corso della serata è stato anche presentato il libro “La donna che veniva dalla nebbia” di Luan Rama, scrittore e diplomatico albanese, a suggellare la dimensione internazionale e letteraria del festival. Il direttore artistico Adrian Pinzaru ha commentato: “Questa è stata la mia ultima edizione come direttore artistico, ma non è un addio. Rimarrò parte del comitato organizzatore, con il desiderio di custodire quanto seminato fin qui. Abbiamo tracciato strade, ora è il momento di andare ancora più in profondità. Il prossimo tema sarà ‘Radici’: per ritrovare senso, forza e appartenenza nel tempo che stiamo vivendo”. Un passaggio di testimone, dunque, che apre a una nuova fase del progetto. A sottolinearne l’importanza anche il sindaco di Guarene, Simone Manzone, che ha voluto ribadire il legame tra il territorio e la manifestazione: “Guarene sente questo festival come parte del proprio respiro. È molto più di una rassegna culturale: è un motore che unisce comunità e visioni, che fa bene al cuore del nostro paesaggio umano e sociale. In particolare, permette anche ai nostri concittadini di vivere esperienze musicali di altissimo livello, senza allontanarsi dal proprio territorio. Il festival genera relazioni, contatti, occasioni d’incontro che alimentano un senso diffuso di appartenenza. Ma ha anche un impatto concreto: muove un volume economico rilevante, crea opportunità per le nostre strutture ricettive, per chi lavora nell’enogastronomia, per tutto il comparto culturale e turistico. Qui, dove si è aperto e chiuso il programma 2025, si avverte chiaramente che ‘Colline in Musica’ non finisce: semplicemente evolve”. “Colline in Musica” ha accolto lungo i suoi sentieri artisti affermati e giovani “predestinati”: da Andrea Bosca con la versione scenica de I morti di Joyce, all’Orchestra da camera LMR, dal Coro Polimnia a Claudia Lamanna, arpista tra le più celebrate al mondo. Il Pre-Festival ha dato voce a quartetti emergenti selezionati attraverso il Quartet & Chamber Music Forum, in un percorso che ha unito formazione e debutto. A tutto questo si è affiancata l’attenzione costante per la sostenibilità ambientale, grazie alla collaborazione con realtà locali come Alba Mobility, e per la solidarietà, con momenti di inclusione musicale rivolti anche a contesti delicati, in sinergia con il progetto SNODI e con la cooperativa sociale Isoinsieme. Il Festival Colline in Musica – Destini è organizzato da MUST in collaborazione con I’m Exchange Association, nell’ambito del progetto SNODI – Colline co-creative di Langhe Monferrato Roero, finanziato da NextGenerationEU. L’appuntamento è ora al 2026. Nuovi interpreti, nuove strade, nuovo format e un tema da cui tutto comincia: Radici.