ALBA - “Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia”

Venerdì 19 giugno al Teatro Sociale di Alba il confronto su industria, filiere, territori e nuove vocazioni produttive regionali

Mariano Costamagna

12/06/2026 10:20

Il Piemonte industriale, le sue radici produttive, la forza delle filiere, il ruolo dei territori e le nuove traiettorie di sviluppo saranno al centro dell’Assemblea annuale 2026 di Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte in programma venerdì 19 giugno, alle 17, al Teatro Sociale di Alba. Il titolo scelto per l’appuntamento, “Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia”, richiama il valore di una tradizione produttiva che si basa su un sistema più ampio di competenze, imprese, lavoro, cultura tecnica, capacità manifatturiera e presenza sui mercati. Il filo conduttore del “Made in Piemonte” sarà il filo conduttore dell’incontro, una chiave per leggere il contributo della regione alla storia industriale italiana e per interrogarsi sulle condizioni necessarie a costruirne il futuro. L’assemblea si svolgerà ad Alba, città simbolo di un territorio in cui industria, agricoltura, trasformazione alimentare, cultura del prodotto, manifattura e apertura internazionale hanno saputo crescere insieme. La provincia di Cuneo rappresenta una delle espressioni più riconoscibili di questa identità: un sistema articolato, fatto di grandi gruppi, medie imprese, aziende familiari, specializzazioni produttive, filiere lunghe e competenze diffuse. Vino, nocciola, cioccolato, prodotti da forno, trasformazione alimentare, meccanica, gomma-plastica, macchine speciali e componentistica raccontano una terra in cui il rapporto tra radici locali e mercati globali è diventato un fattore di competitività. Il tema sarà tuttavia affrontato in una dimensione regionale. Il Piemonte industriale non è riconducibile a un solo settore o a un’unica vocazione: è una piattaforma produttiva plurale, nella quale convivono manifattura tradizionale e alta tecnologia, agroindustria e meccanica, aerospazio e automotive, editoria e carta, energia, logistica, servizi avanzati, ricerca e formazione. L’assemblea intende mettere in relazione questa storia con le trasformazioni in corso: innovazione, automazione, intelligenza artificiale, transizione energetica, competenze, infrastrutture, internazionalizzazione e capacità di attrarre investimenti. Il programma prenderà avvio alle 17 con il benvenuto di Mariano Costamagna, presidente di Confindustria Cuneo, che porterà il punto di vista del sistema produttivo cuneese nel quadro più ampio del “Made in Piemonte”, per raccontare una provincia capace di unire radici territoriali e mercati internazionali, tenendo insieme una struttura articolata di grandi imprese, medie aziende, piccole realtà specializzate, filiere lunghe e competenze diffuse. Lo storico Pierangelo Gentile e l’attore e narratore Paolo Tibaldi proporranno l’intervento “L’industria che fa la storia”, che ripercorrerà alcuni passaggi della vocazione produttiva piemontese. Alle 17.30 è previsto il talk moderato da Andrea Bignami, giornalista di Sky TG24, sempre con il “Made in Piemonte” come filo conduttore, osservato attraverso tre prospettive diverse. Parteciperanno al confronto Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria nazionale con delega all’aerospazio, e Alberto Leonardis, presidente e amministratore delegato del Gruppo SAE, nuovo azionista di maggioranza del quotidiano “La Stampa”.
 
Alle 18 interverrà l’economista Marco Fortis con la relazione “Le sfide globali e la resilienza italiana: il caso del Piemonte e di Cuneo”. L’analisi offrirà una lettura economica del posizionamento industriale del territorio, mettendo in relazione il quadro internazionale con la capacità di tenuta e di sviluppo del sistema produttivo piemontese e cuneese. A seguire, prenderà la parola Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte. Il suo intervento sarà dedicato al rapporto tra industria e lavoro, alla necessità di rafforzare investimenti e consumi accanto alla capacità esportatrice del territorio, e alle priorità che riguardano energia, infrastrutture, innovazione, tecnologia, agroindustria, turismo e competitività del sistema regionale. La chiusura sarà affidata a Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, con un intervento dedicato al ruolo dell’industria italiana ed europea in una fase segnata da transizioni tecnologiche, competizione globale, politiche industriali, produttività, investimenti e autonomia strategica. Il tema nazionale completerà così il percorso dell’assemblea, collegando il caso piemontese e cuneese alle grandi sfide del sistema manifatturiero italiano.

c.s.