“La sua voce è ancora tra noi, come il suo sorriso, fatto per stare in compagnia. L’ironia era la sua arma più potente e contagiosa. Disarmava. Ha disarmato tanti, anche per questo è stato un rivoluzionario vero. Altro che pioniere di qualche avventura elitaria. Altro che foodificazione, aperitivi e show cooking. Per lui era insopportabile che i ricchi mangiassero i doni di poveri agricoltori, e i più poveri fossero nutriti male da multinazionali multimilionarie. Il diritto alla qualità alimentare deve essere di tutti, non solo di chi ha i soldi. Perché c’è una bella differenza fra 'valore' e 'prezzo'. Si è detto che era un uomo senza figli e figlie. Falso: non ho mai visto un uomo con così tanti eredi e così tanta eredità. Il suo lascito culturale e materiale è incalcolabile. La lotta per il diritto al cibo, la biodiversità, la felicità è una ricetta antica, ma è anche la strada più moderna che ci sia. Coraggio e letizia. Questa sì che è una lezione. Perché la crisi eco-climatica non è solo un’apocalisse alle porte: in realtà, è la più grande occasione che l’umanità ha per cambiare in meglio e salvare più biodiversità possibile prima che sia tardi. Perché siamo 'comunità terrestre'. Dovremmo ricordarcelo anche qui dentro e ricordarlo anche ai marziani che pensano di poter vivere su un pianeta tutto loro, mentre l’unico che abbiamo è in fiamme. 'Marchin, come sta la rivoluzione?'. Mi chiedeva e iniziavano così le nostre chiacchierate. 'Sono tempi bui, è piena notte, ma Carlo lo sai, è sempre più buio prima dell’alba'. Ti vogliamo bene. Grazie di tutto, Carlin”. Lo ha detto il vicepresidente di AVS alla Camera Marco Grimaldi, durante la commemorazione di Carlo Petrini.