Si è conclusa con un’ampia partecipazione di pubblico la due giorni di “Cultural Village”, andata in scena sabato 13 e domenica 14 giugno tra escursioni, mostre e momenti di approfondimento promossi dai Comuni di Pradleves e Monterosso Grana, con il coinvolgimento di numerose realtà del territorio e partner esterni. L’iniziativa ha proposto un approccio dinamico alla memoria, intesa non come semplice conservazione del passato, ma come strumento di conoscenza e comprensione del presente. La manifestazione ha rappresentato la tappa conclusiva del progetto “Memorie Migranti”, percorso cofinanziato dall’Unione Europea finalizzato alla valorizzazione di una comune identità transfrontaliera. Avviato nel luglio 2025 con la celebrazione del gemellaggio tra il Comune di Monterosso Grana e la Mairie du Bar-sur-Loup, il progetto ha sviluppato nel corso dei mesi numerose attività di ricerca, confronto e condivisione, culminate proprio nell’evento conclusivo di “Cultural Village”. Con la delegazione francese ospite, l’appuntamento ha cercato di favorire la comprensione reciproca, l’inclusione e la diversità culturale come valori aggiunti per lo sviluppo locale, consolidando i legami avviati nei mesi precedenti. La due giorni ha coinvolto numerose realtà tra cui Paratissima, l’associazione FormicaLab, la Libreria dell’Acciuga e l’associazione Contardo Ferrini. Spazio all’arte contemporanea, con l’inaugurazione delle opere nate durante le residenze artistiche Entre Nous del 2025, con ospiti il Collettivo Jukai, Andrea Gaidano e Luca Belgheldo, nonchè l’apertura in borgata Cialancia di un nuovo complesso destinato alla creatività e alloggio temporaneo. Molti di questi singoli appuntamenti ed esiti infrastrutturali rappresentano, parallelamente, l’ultimo atto del PNRR Borghi, gestito dal Ministero della Cultura con fondi NextGenerationEU, con l’obiettivo di rendere la cultura uno strumento di coesione sociale, attrattività territoriale e sviluppo locale. Tra i risultati più significativi condivisi con il pubblico vi è stato il lavoro di ricerca e digitalizzazione sulla storia e il vissuto della comunità del territorio dei Comuni di Monterosso Grana e Pradleves, “Ritrovare la memoria, ridare voce al territorio” che ha evidenziato anche le dinamiche migratorie e lavorative che storicamente legano la Valle Grana (IT) e l’entroterra della Costa Azzurra (FR); spazi, storie e vicende che raccontano la vita quotidiana della Valle Grana nel corso dei secoli tra registri di stato civile e mappe catastali: dalle famiglie delle borgate montane ai percorsi migratori verso la Francia e le Americhe, dalle trasformazioni sociali dell’Ottocento alle testimonianze legate alle guerre e alla vita religiosa delle comunità locali. Accanto agli appuntamenti artistici e culturali, la manifestazione ha quindi offerto un’occasione concreta per riflettere sul valore della memoria come elemento fondante dell’identità collettiva, restituendo alla comunità vicende di vita quotidiana e ponendo le basi per una futura e duratura consultazione pubblica. La partecipazione registrata nel corso dei due giorni ha confermato l’interesse della comunità e dei visitatori verso percorsi capaci di mettere in dialogo arte, storia e territorio, creando nuove connessioni tra residenti, ricercatori, operatori culturali e discendenti delle famiglie originarie della valle. I risultati presentati durante questo fine settimana dimostrano come la collaborazione locale e internazionale possa generare opportunità concrete. “Attraverso il tema della migrazione abbiamo riflettuto su sfide sociali attuali, creando nuove connessioni e una maggiore sensibilità critica- sottolineano le amministrazioni coinvolte – Il risultato raggiunto è frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto amministrazioni, professionisti, associazioni e cittadini. Oggi consegniamo alla Valle Grana spazi, servizi, progettualità e relazioni transfrontaliere che guardano al futuro e che potranno contribuire a rendere il territorio sempre più vitale”. Co-finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.