“C’è anche un po' di Piemonte ai Mondiali di calcio", si potrebbe dire utilizzando un refrain tanto abusato in Italia, soprattutto da quando la partecipazione degli azzurri alla rassegna iridata è diventata una chimera. A portare idealmente un simbolo della nostra terra nel torneo che si sta svolgendo tra Stati Uniti, Canada e Messico è stato Mauricio Pochettino, commissario tecnico della nazionale statunitense. Argentino, ma con origini a Virle, nella cintura torinese, l’allenatore è stato interpellato in conferenza stampa dall’inviato della Gazzetta dello Sport proprio a proposito delle sue radici e del paesino da cui i suoi antenati partirono alla volta del Sud America. Pochettino si è detto “molto orgoglioso” di questo legame e non si è tirato indietro: “Uno dei miei piatti preferiti è la bagna cauda. Devo tornarci, la mia famiglia mi ha promesso che me la faranno, è una cosa molto speciale”. “Quasi tutti noi argentini siamo figli di immigrati, ma abbiamo questa capacità di adattarci e sentirci subito a casa”, ha detto l’ex allenatore del Tottenham e del Paris Saint Germain. Un simbolo cuneese e piemontese, insomma, si è preso un posto in vetrina in uno dei più prestigiosi tornei del mondo. Una piccola consolazione, in attesa di rivedere le maglie azzurre sui campi del Mondiale.