Tre film capaci di far pensare e discutere per la programmazione settimanale del cinema Monviso. Si inizia, giovedì 30 aprile con la riproposizione, visto l’ottimo riscontro di pubblico, de Il Caso 137, titolo che affronta il tema del potere nei suoi snodi più delicati. Nella Francia animata dalle proteste dei gilet gialli, Léa Drucker, nel ruolo di un’agente incaricata di indagare sugli abusi dei colleghi, si trova davanti un gruppo di poliziotti, tutti uomini, accusati di aver colpito intenzionalmente un ragazzo disarmato. Il film, in programma alle ore 21, sarà proposto anche domenica 3 maggio, sempre alle ore 21. Venerdì 1° maggio arriva La più piccola (La petite dernière), terzo lavoro della regista Hafsia Herzi tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Fatima Daas. Il film, ancor prima di uscire, è diventato oggetto di discussioni perché categorizzato come vietato ai minori di 14 anni (esclusivamente in Italia) per via del tema che affronta: la scoperta della propria omosessualità da parte di una ragazza di origine algerina cresciuta nelle banlieue parigine in un contesto religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Hafsia Herzi, per cui la storia è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale, resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un’attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. La pellicola sarà in programma venerdì 1° maggio alle 18.30 e alle 21, sabato 2 alle 21 e domenica 3 alle 18.30. Lunedì 4 e martedì 5 maggio, alle ore 21, sarà la volta di Sarajevo Safari, documentario del regista sloveno Miran Zupanič che affronta uno degli aspetti più tragici e meno conosciuti e documentati della guerra degli anni Novanta. Il film racconta del presunto “turismo di guerra” organizzato intorno alla capitale assediata della Bosnia: uomini d’affari e facoltosi occidentali che, dietro pagamento, venivano accompagnati sulle postazioni serbo-bosniache per “provare l’emozione” di colpire bersagli umani. Zupanič, attraverso le informazioni fornite da alcuni testimoni, cerca di ricostruire questa vicenda dal punto di vista fattuale ma non solo, anche psicologico e filosofico. Oltre alle testimonianze, Zupanič si serve anche di filmati girati e recuperati da Božo Zadravec, cameraman e direttore della fotografia, e da Franci Zajc, produttore del film, che all’epoca erano giornalisti di guerra proprio nella Sarajevo sotto attacco. Anche questo film è vietato ai minori di 14 anni. La sala osserverà il consueto giorno di riposo mercoledì 6 maggio. Per ulteriori informazioni sulla programmazione, che può subire variazioni, è consigliato consultare il portale Cuneocultura. In alternativa, è possibile contattare l’Ufficio Spettacoli del Comune di Cuneo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30, ai numeri 0171.444.812 – 818, o ancora, nelle ore serali, l’interno del cinema: 0171.444.666. I biglietti sono acquistabili il giorno dell’evento all’indirizzo ticket01 a partire dalle 9, oppure direttamente presso la biglietteria del cinema da 30 minuti prima della proiezione.