CUNEO - Al "Santa Croce" il latte materno si dona: in partenza anche la raccolta a domicilio

Il servizio per i neonati prematuri o patologici che non possono ricevere il latte dalla propria madre: "Progetti estremamente importanti dal punto di vista clinico"

Redazione 18/06/2026 10:08

Nel settembre 2025, i gemelli Ettore e Amedeo hanno deciso di non aspettare la data presunta del parto e di venire al mondo, all’ospedale di Cuneo, con un mese di anticipo: prematuri, hanno dovuto trascorrere, per far fronte a qualche criticità, un periodo alla Terapia Intensiva Neonatale della stessa Azienda Ospedaliera. Sonia, già mamma di una bimba di 3 anni, si è posta il problema dell’allattamento: "Avevo allattato la sorellina per due anni e avevo piacere di dare il mio latte anche ai fratellini, all’inizio erano poche gocce ma, come mi disse l’ostetrica, ogni goccia è una speranza". Poi il latte era diventato abbondante e Sonia divenne una donatrice: "Per un mese e mezzo tutto il latte che non andava a Ettore e Amedeo veniva consegnato in TIN e congelato. Aiutare gli altri mi dava forza". La storia di Sonia è l’esempio di una delle tante mamme che si mettono a disposizione di altre che non possono allattare i propri figli ricoverati in TIN, con un gesto di solidarietà molto importante per la salute dei bambini stessi. L’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle è impegnata da tempo nel sostegno dell’allattamento materno per tutti i propri nati e perciò, dal 2025, è stata ufficialmente riconosciuta, a livello nazionale, come "Punto Nascita per l'Allattamento": un obiettivo importante raggiunto nell'ambito di un progetto supervisionato dalle principali Società scientifiche e dal Ministero della Salute. La Struttura di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale cuneese non accoglie soltanto i neonati “fisiologici”, ma anche i neonati gravemente prematuri. Per questi pazienti fragili il latte della propria mamma è un alimento ancora più prezioso, in quanto fornisce loro un aiuto fondamentale in una fase critica della vita e previene molte malattie. Purtroppo, il latte materno non sempre è disponibile: è quindi evidente l’importanza di disporre del latte di mamme donatrici. Dal 2023, attraverso la collaborazione della Terapia Intensiva Neonatale di Cuneo con la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) dell’Ospedale Sant’Anna di Torino e il sostegno fondamentale dell’associazione Voglia di Crescere Onlus, viene offerto un servizio sanitario di alta valenza neonatologica e sociale, finalizzato a garantire la disponibilità di latte materno donato sicuro e di qualità per i neonati prematuri o patologici che non possono ricevere il latte dalla propria madre. Al fine di ampliare la rete delle mamme donatrici ed agevolarle nella raccolta del latte umano donato, l’associazione Voglia di Crescere quest’anno sostiene la TIN con la realizzazione di un nuovo progetto: la “Raccolta a domicilio del latte materno”, un servizio strutturato di raccolta domiciliare del latte donato in collaborazione con altri Enti ed Associazioni attive nel territorio cuneese. Si eviterà così il disagio per le madri donatrici, che non dovranno più intraprendere spostamenti per consegnare il loro latte alla TIN, considerando anche la vastità del territorio cuneese. "Questi progetti - spiega il direttore della Terapia Intensiva di Cuneo, Andrea Sannia - sono estremamente importanti da un punto di vista clinico per i nostri neonati prematuri, ma danno anche un senso di umanizzazione molto forte, in un ambiente altamente tecnologico come quello della TIN. Infatti, la donazione del latte materno per un bimbo prematuro ricoverato è un gesto di generosità e di grande solidarietà tra mamme". Franco Ripa, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle: "Il progetto raccolta latte a domicilio, promosso dalla nostra Terapia Intensiva neonatale con associazioni che da anni collaborano con noi, rappresenta un’iniziativa lodevole per il valore clinico e sociale e rientra nel novero delle buone pratiche che il nostro ospedale coltiva ed implementa da tempo un po’ in tutti gli ambiti della cura e dell’assistenza, con risultati eccellenti soprattutto in termini di ricadute positive sul paziente". "Ritengo siano da incoraggiare - aggiunge l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi - iniziative che umanizzano i percorsi di cura per il paziente, sia attraverso la revisione dell’organizzazione interna dei percorsi sia coinvolgendo Enti, Fondazioni e Associazioni in collaborazioni proficue per il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini del territorio di riferimento. Il progetto di raccolta latte materno in TIN, in particolare, rappresenta un esempio di quanto siano importanti le sinergie tra soggetti diversi, anche persone singole, per esaltare gesti di generosità che contribuiscono anch’essi a rafforzare il senso di appartenenza al Sistema Sanitario Regionale e Nazionale".