CUNEO - Bando suinicoltura, Cia Cuneo: “Contributi fino al 60% per investimenti su stalle, impianti e biosicurezza”

Possono presentare domanda tutti coloro che possiedono una qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale

13/02/2026 17:47

È un’opportunità concreta per rafforzare la competitività delle aziende suinicole e, nello stesso tempo, alzare il livello di biosicurezza e modernizzazione delle strutture di allevamento”, così Silvio Chionetti, vice direttore vicario e responsabile del Settore zootecnico di Cia Cuneo, definisce il contenuto del nuovo bando della Regione Piemonte dedicato agli investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende, con risorse vincolate esclusivamente al comparto suinicolo. L’intervento prevede la concessione di un contributo per sostenere investimenti che migliorino il rendimento globale degli allevamenti di suini, attraverso l’acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la modernizzazione dei fabbricati destinati alla suinicoltura e dei relativi impianti, oltre alla dotazione di attrezzature e macchinari per i lavori di stalla, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di biosicurezza. “Il bando - spiega Pietro Busso, responsabile provinciale del Settore Finanza agevolata di Cia Agricoltori italiani di Cuneo - nasce con una ratio chiara: accompagnare le aziende in un percorso di sviluppo strutturale e gestionale che porti risultati misurabili e duraturi, con interventi coordinati e coerenti. In questo quadro, sono ammesse anche domande che prevedano esclusivamente l’acquisto di macchinari e attrezzature per la stalla, purché rispondano agli obiettivi dell’intervento”. Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati, con qualifica di Coltivatore diretto o di Imprenditore Agricolo Professionale. I richiedenti devono avere come codice Ateco primario o secondario quello relativo all’allevamento dei suini (01.46.00) oppure all’allevamento misto (01.50.00) e devono avere un allevamento suinicolo registrato in Anagrafe Agricola. Il bando consente anche la presentazione di domande per investimenti collettivi destinati a uso condiviso, a condizione che la domanda sia presentata da un soggetto giuridico in grado di garantire un legame stabile tra più imprese agricole fino alla scadenza del vincolo di utilizzo dell’investimento. In questi casi, l’investimento deve essere destinato esclusivamente all’utilizzo condiviso da parte delle aziende associate partecipanti e può riguardare solo macchinari e attrezzature per la fase di allevamento. È previsto che ogni richiedente possa presentare una sola domanda. “La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 3 milioni di euro - osserva Busso - e la spesa minima ammissibile è fissata in 25.000 euro per domanda (15.000 euro nelle zone montane), il sostegno massimo concedibile è di 200.000 euro per ciascuna azienda beneficiaria, mentre per gli investimenti collettivi il massimale arriva a 400.000 euro, indipendentemente dal numero di aziende partecipanti”. Il contributo viene riconosciuto come rimborso delle spese ammissibili effettivamente sostenute e rendicontate, sotto forma di contributo in conto capitale. L’aliquota base è pari al 40% del costo dell’investimento ammissibile, con la possibilità di una maggiorazione del 10% per investimenti in zone montane e di un ulteriore 10% per investimenti realizzati da giovani agricoltori, con maggiorazioni cumulabili tra loro. Tra gli interventi finanziabili rientrano la costruzione, il miglioramento, la ristrutturazione, il recupero e l’ampliamento di immobili finalizzati all’attività di allevamento suinicolo, comprese le opere di miglioramento fondiario, con esclusione degli interventi relativi alle abitazioni. È ammesso anche l’acquisto o l’acquisizione di fabbricati destinati all’allevamento, a condizioni precise, tra cui l’obbligo di prevedere una ristrutturazione pari almeno al 20% del costo di acquisto, e la necessità che l’operazione risulti economicamente più conveniente rispetto alla costruzione ex novo. Sono inoltre finanziabili l’acquisto o l’acquisizione, anche tramite leasing, di nuove macchine, impianti e attrezzature per la stalla, incluse soluzioni legate all’agricoltura digitale e di precisione, nonché l’acquisto e l’installazione di recinzioni conformi alle norme di biosicurezza. Il bando prevede anche investimenti per l’adeguamento a nuove norme obbligatorie, quando l’Unione europea impone nuovi requisiti e l’azienda deve adeguarsi entro 24 mesi dall’entrata in vigore, alla condizione che l’obbligo non sia scaturito prima dei 24 precedenti la trasmissione della domanda. Sono ammesse, nei limiti previsti, le spese generali connesse agli interventi edilizi, come gli onorari di progettisti e consulenti, le consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, gli studi di fattibilità e la scheda Classyfarm asseverata dal veterinario competente. Sono inoltre previsti investimenti immateriali, come software, soluzioni cloud, licenze e perizie tecniche, con un tetto massimo complessivo di 3.000 euro per le spese relative alle asseverazioni e alle perizie legate agli investimenti digitali. Gli investimenti devono essere realizzati in Piemonte e, una volta ammessa la domanda, il beneficiario dovrà realizzare almeno il 70% dell’importo approvato in istruttoria, pena la decadenza del sostegno. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 17 aprile. “Parliamo di un bando che può fare la differenza, ma che richiede un’impostazione corretta fin dall’inizio, sia per quanto riguarda i requisiti sia per la coerenza tecnica ed economica del progetto - avverte Busso -; per questo invitiamo gli allevatori interessati a rivolgersi al più presto agli uffici di Cia Cuneo, così da valutare caso per caso la fattibilità dell’operazione e costruire una domanda solida e completa, in linea con le regole del bando e con gli obiettivi aziendali”.

c.s.