CUNEO - Cento anni di Aci Cuneo: un logo e una nuova sala per gli eredi dei “gentiluomini al volante”

Nell’anno del centenario una due giorni dedicata alle auto storiche nelle sette sorelle: “Transizione elettrica e carburanti non inquinanti le nuove sfide”

Andrea Cascioli 05/02/2026 19:55

Dieci delegazioni in provincia, un portafoglio di 10mila soci e cento anni di storia alle spalle, durante le quali l’Automobile Club d’Italia cuneese ha vissuto la gloria e il declino della motorizzazione e dell’industria automobilistica in questo Paese. Il traguardo questa volta arriva con un taglio del nastro anziché con la bandiera a scacchi. Alla presenza dell’assessore regionale Marco Gallo, della consigliera provinciale Stefania D’Ulisse e dell’assessore cuneese allo Sport Valter Fantino, l’Aci Cuneo ha inaugurato la nuova sala conferenza nella sede di piazza Europa, presentando anche il logo e le iniziative per il centenario. Il nuovo spazio d’incontro è intitolato a due uomini, padre e figlio, che insieme hanno guidato l’associazione per quasi sessant’anni: Michele e Brunello Olivero. “Cento anni sono tanti, - dice l’attuale presidente Francesco Revelli - è un percorso in cui questa associazione ha testimoniato, spesso con polemiche e difficoltà ma anche con grandi risultati, lo sviluppo dell’auto in tutto il secolo scorso”. Tra i pionieri, i “gentiluomini al volante” che nel 1925 avevano organizzato la prima corsa Cuneo-Colle della Maddalena e che il 2 dicembre 1926 si riuniscono nello studio del notaio Miroglio per l’atto di costituzione, figura già il giovane avvocato Michele Olivero, in veste di segretario. Il club, guidato da aristocratici e grandi industriali, si “democratizza” negli anni successivi raggiungendo i duemila iscritti nel periodo in cui Olivero assume la presidenza, dal 1957 alla sua morte dieci anni dopo. Si comincia allora a fornire i servizi di assistenza, sicurezza stradale e formazione che ancora oggi connotano l’Aci. Brunello Olivero succede al padre nel 1969 e tiene il volante fino al 2017: gli anni del grande sviluppo, quando i soci oltrepassano quota diecimila e nasce il soccorso stradale. La crisi apertasi negli anni Duemila, ricorda Revelli, “non è la crisi dell’Aci, ma la crisi dell’infrastruttura e dell’auto”. Oggi le sfide sono molte, su tutte quella che riguarda la trasformazione epocale della mobilità: “Dobbiamo affrontare la sfida della transizione elettrica e dei carburanti non inquinanti, aiutando a superare le chiusure dei centri cittadini perché le auto finiscono ‘fuori corso’”. Per il centenario sono diverse le iniziative che l’Aci metterà in campo, a partire dalla digitalizzazione del suo ricco archivio fotografico: “Lavorare sulla cultura della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, un impegno che continuiamo a portare negli istituti scolastici della provincia” spiega il direttore Giuseppe De Masi, menzionando il probabile ritorno del kart in piazza per i bambini. “La rievocazione del centenario della Cuneo-Colle della Maddalena è stata molto apprezzata e molti ci chiedono di organizzarla di nuovo” conferma il direttore: quest’anno però si pensa a qualcosa di diverso, una due giorni di sfilate e prove di avviamento per le auto storiche che coinvolga tutte le “sette sorelle” a cominciare da Cuneo. Oltre alle numerose iniziative sulla sicurezza stradale e alla presenza nell’ambito di varie manifestazioni, è confermata la tappa cuneese dell’Aci Golf alla quale è già abbinato da tempo il trofeo Brunello Olivero, quest’anno affiancato da uno speciale trofeo del centenario. Il momento di chiusura, con una serata di gala, arriverà nel mese di dicembre.