A seguito dell'accertata presenza di un sito di nidificazione di falco pellegrino (Falco peregrinus), è stata disposta la chiusura temporanea all'accesso del settore centrale del sito di arrampicata del Monte Cros ad Andonno.
La celebre falesia di Andonno ricade, infatti, all'interno del sito della Rete Natura 2000 ZSC e ZPS IT1160056 "Alpi Marittime", area tutelata istituita per la conservazione degli habitat naturali e delle specie di interesse comunitario. La protezione dei nidi dei rapaci rupicoli rappresenta una misura fondamentale per garantire la conservazione adeguata e a lungo termine di queste specie nei loro ambienti naturali.
Il provvedimento prevede l'istituzione di un'area di rispetto a protezione assoluta, finalizzata a garantire le condizioni di tranquillità necessarie alla riproduzione della specie che, come tutta l'avifauna, è particolarmente sensibile al disturbo umano durante le delicate fasi di nidificazione, cova e allevamento dei piccoli, che va generalmente da febbraio a fine giugno.
Esclusivamente nel Settore Centrale del sito di arrampicata è fatto divieto temporaneo di: arrampicare sulle pareti rocciose; effettuare qualsiasi attività che possa arrecare disturbo al sito di nidificazione, compresa ogni forma di osservazione ravvicinata anche per scopi fotografici e di riprese cinematografiche. Ai trasgressori saranno applicate le sanzioni previste dall'Art. 40 della L.R. 19/2009.
Interessato dal divieto tutto il Settore Centrale della Falesia di Andonno: vie da "Ciucco di mosto" a "La Rampogna", inclusa "G.T.A. (Grande Traversata di Andonno)".
"La chiusura temporanea e la relativa area di protezione sono state preventivamente comunicate alla comunità degli arrampicatori della Valle Gesso, proseguendo il percorso di collaborazione e dialogo avviato nel 2024 nell'ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera Interreg-ALCOTRA "BiodivTourAlps" che si pone l'obiettivo di ridurre gli impatti delle attività outdoor sulla biodiversità alpina", si legge sul sito del Parco Alpi Marittime.
La chiusura resterà in vigore indicativamente fino a giugno, o comunque fino al termine della fase di involo dei giovani, che sarà verificata attraverso il monitoraggio continuo del nido: "Si invita la comunità degli arrampicatori e tutti i frequentatori dell'area a rispettare la chiusura temporanea del settore, contribuendo alla protezione di una specie simbolo delle pareti naturali e alla buona riuscita della sua riproduzione.
Nel mentre, goditi gli altri settori ricordando sempre di seguire le regole e adottare accorgimenti per scalare col minimo impatto sulla biodiversità, dentro e fuori dalle Aree Protette".
Per maggiori informazioni su chiusure temporanee o permanenti di pareti o accessi a siti d'arrampicata, è possibile consultare il sito delle Aree Protette Alpi Marittime.