Un numero unico provinciale e un canale Whatsapp per rimanere sempre informati sulle attività dei Cras cuneesi e per sapere cosa fare (e cosa non fare) nel caso in cui ci si imbatta in animali selvatici feriti o in difficoltà. L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Cuneo insieme ai due Centri di Recupero per Animali Selvatici attivi sul suo territorio, quello di Bernezzo e quello di Racconigi (più noto come Centro Cicogne). Il servizio, abbinato allo sportello ambientale fisico già attivo da luglio 2025 a Bernezzo, è stato presentato stamattina, lunedì 18 maggio, presso la sala conferenze della Provincia. “Io e l’amministrazione provinciale siamo vicini ai centri e alle loro attività, cerchiamo di essere d’aiuto. I Cras svolgono un lavoro importante e necessario”, ha detto il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, intervenuto telefonicamente in apertura della presentazione. Matteo Attolico, responsabile del Cras di Bernezzo, ha sottolineato la collaborazione e la sinergia tra i due centri, che dura ormai da 25 anni. A Gabriella Vaschetti, veterinaria del Centro Cicogne di Racconigi, è stata affidata una relazione sull’attività dei due Cras provinciali, i primi autorizzati in Piemonte nel 2000: negli ultimi vent’anni i ricoveri di animali sono aumentati del 336,4%. Molteplici le cause: una maggiore sensibilità delle persone, l’inurbamento di alcune specie selvatiche, condizioni climatiche cambiate e particolari. Nel 2025 i due Cras della provincia di Cuneo hanno accolto circa 3 mila animali, che portano il totale a oltre 26 mila negli ultimi vent’anni: il 48% di questi è stato rimesso in libertà. I centri sono strutturati con un responsabile, due o tre collaboratori fissi e operano anche con una rete di volontari, ma i numeri in crescita impongono inevitabilmente anche ragionamenti di tipo economico: un sostegno che arriva da Regione e Provincia, ma che necessita di un rafforzamento per restare al passo con un fabbisogno sempre crescente. Da qui l’appello alle istituzioni (e a eventuali privati e donatori) arrivato da parte di Attolico durante la presentazione: “In molti casi veniamo chiamati per interventi di recupero, ma non esiste una normativa precisa che stabilisca a chi fa capo il pagamento, ci si appoggia quindi a chi ne dà disponibilità. Spesso con i Comuni ci sono notevoli problemi di comunicazione”. Il ricovero, la cura e il reinserimento degli animali selvatici rappresentano però solo una parte delle attività dei due centri, che svolgono un importante lavoro di ricerca e raccolta di dati faunistici e sanitari, oltre alla marcatura degli animali per il successivo monitoraggio e alle iniziative di divulgazione anche con le scuole. In più, l’assistenza e il supporto per chi trova animali feriti o in difficoltà, tema alla base dell’attivazione dei nuovi servizi. Ad illustrarli nel dettaglio è stato Federico Pellegrino, collaboratore del Cras di Bernezzo e coordinatore dell’associazione Sideralis: “È fondamentale far capire alle persone che la fauna selvatica va tutelata, ma nel modo giusto. Spesso abbiamo a che fare con cittadini che essendo privi di competenze quasi si mettono a rincorrere gli animali nell’intenzione di salvarli. Da qui l’idea dello Sportello che porterà alla nascita di un numero unico provinciale e di un canale Whatsapp per divulgare informazioni. Il canale sarà un veicolo per progetti e servizi che i Cras faranno sul territorio”. Un servizio a disposizione dei cittadini, ma anche delle amministrazioni comunali, per tutto ciò che concerne non solo la salvaguardia degli animali, ma anche della tutela dell’ambiente nel suo complesso: “Un esempio è la cura del verde: è importante non interrompere i corridoi ecologici e quindi ridurre il numero di animali feriti o in difficoltà”. Da oggi, in ogni caso, sarà più semplice restare aggiornati sulle attività dei Cras: nella locandina sottostante il numero unico e il QR code per accedere al canale Whatsapp.