CUNEO - Cuneo, al cinema Monviso il film di Viggo Mortensen e il biopic su Marie Curie

Questa settimana c’è Falling-Storia di un padre, debutto registico per il celebre attore newyorkese. Poi la pellicola dedicata alla prima vincitrice del Nobel

Redazione 24/08/2021 10:18

 
Il mese di agosto si chiude per il cinema Monviso di Cuneo con la proiezione di Falling-Storia di un padre, debutto registico per il celebre interprete di Aragorn nel Signore degli Anelli, poi tre volte candidato al premio Oscar con La promessa dell’assassino, Captain Fantastic e Green Book.
 
Falling-Storia di un padre racconta il difficile ménage familiare dell’omosessuale John, insieme al partner Eric e alla figlia adottiva Monica, nel momento in cui suo padre Willis viene a vivere con lui a Los Angeles, in cerca di un posto dove ritirarsi per la vecchiaia. Willis è un contadino conservatore che non ha mai accettato le scelte di vita del figlio e la cui salute mentale è in rapido declino. Con il progredire della malattia e il riemergere di vecchie ferite legate al loro passato, padre e figlio sapranno ricostruire il loro rapporto superando le incomprensioni reciproche. Presentato al Sundance Festival lo scorso gennaio, il film vede come protagonista insieme a Lance Henriksen lo stesso Viggo Mortensen. Sarà in programmazione al Monviso da giovedì 26 a martedì 31 agosto, sempre alle ore 21,30.
 
Da giovedì 2 settembre (ore 21), invece, il cinema ospita in cartellone il film Marie Curie, dedicato alla prima donna vincitrice del premio Nobel: lo otterrà ben due volte, nel 1903 in fisica insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel per i loro studi sulla radioattività, poi nel 1911 in chimica per la scoperta del radio e del polonio. Tra biopic e film storico, la pellicola della regista e sceneggiatrice Marie Noëlle racconta i sei anni più turbolenti della scienziata che, tra un Nobel e l’altro, dovette affrontare la morte del marito e lo scandalo per la sua passionale relazione con il fisico Paul Langevin. Se la scelta della regista di concentrarsi sugli aspetti sentimentali più che sulla ricerca scientifica ha destato critiche, è stata molto elogiata l’interpretazione dell’attrice polacca Karolina Gruszka nei panni della donna di genio costretta a farsi strada tra i pregiudizi del suo tempo.

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