C’è una città che, nel 2025, ha scelto di fermarsi - non per restare immobile, ma per incontrarsi, ascoltarsi e parlare di pace. Quella esperienza, fatta di appuntamenti diversi per linguaggi e sensibilità ma uniti da un filo comune, è tornata al centro dell’incontro del Tavolo “Cuneo per la pace” che si è svolto nei giorni scorsi. Dal confronto tra associazioni, enti e realtà del territorio è emersa una fotografia chiara: “Cuneo per la pace” non è stato solo un calendario di eventi, ma un percorso che ha generato partecipazione, relazione e riflessione. Per questo il Tavolo ha scelto di continuare, guardando alla Giornata Internazionale della Pace del 21 settembre 2026, attorno alla quale si lavorerà per costruire un nuovo calendario di iniziative. Le sfide sono quelle di ogni cammino che vuole crescere: raggiungere chi finora è rimasto più ai margini, coinvolgere maggiormente i giovani e le scuole, continuare a parlare di pace in un tempo complesso, creare nelle comunità spazi dove l’incontro sia possibile e le relazioni possano essere vissute in modo pacifico. Il percorso locale si inserisce in un cammino più ampio. Cuneo sarà infatti città ospitante della 59ª Marcia nazionale per la Pace il 31 dicembre 2026, promossa da importanti realtà ecclesiali e associative italiane. A guidare l’evento e la sua preparazione sarà la diocesi di Cuneo, ma il territorio si è reso disponibile a collaborare per camminare insieme e riflettere su come la pace si costruisca ogni giorno. Al Tavolo è stata portata anche l’esperienza del Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies, del Politecnico di Torino, progetto che coinvolge circa venticinque università italiane e oltre 140 docenti di discipline diverse, con circa 90 dottorandi oggi impegnati a studiare la pace da prospettive che vanno dalla tecnologia ai diritti umani, dall’economia all’arte, dalla giustizia riparativa alle relazioni internazionali. Un segnale di come il tema della pace stia diventando sempre più un terreno di ricerca, competenza e responsabilità condivisa. Nel frattempo, anche le istituzioni cittadine hanno ribadito la propria attenzione al tema: nella seduta di fine gennaio il Consiglio comunale di Cuneo ha approvato all’unanimità due ordini del giorno, uno per valorizzare in città la Giornata Internazionale dei Diritti Umani (10 dicembre), l’altro a sostegno della lotta per i diritti e la libertà della resistenza iraniana. Associazioni ed enti del territorio sono stati invitati a proporre iniziative legate al tema della pace, così da costruire un calendario condiviso per il settembre 2026, per rendere più visibile e corale l’impegno della città in questo sforzo. Così la sindaca Patrizia Manassero: “Questo percorso si sta rivelando una bella scommessa ma anche una urgenza. Le iniziative che il Tavolo ha proposto hanno suscitato interesse e partecipazione. Cuneo vuole continuare a essere protagonista in una riflessione sulla pace, sia riguardo ai temi globali in cui siamo immersi, sia a livello di convivenza civile e sociale. La nostra risposta a tensioni sempre più accese passa dalla scelta di creare spazi di incontro, dialogo e partecipazione. Il percorso che abbiamo avviato nel 2025 ci ha mostrato che c’è la voglia e la capacità di mettersi in rete e di dare voce a sensibilità diverse. Il Tavolo è aperto a tutti coloro che desiderano contribuire in questo cammino che, come amministrazione, vogliamo sostenere e far crescere, perché la pace si costruisce nei territori, nelle relazioni quotidiane, nelle esperienze condivise”.