CUNEO - Cuneo è tra i capoluoghi piemontesi con più scuole vicino a fonti inquinanti

Secondo i dati diffusi dalla fondazione indipendente Openpolis, tra le città della Granda con i dati peggiori ci sono Sant’Albano Stura e Borgo San Dalmazzo

Redazione 25/04/2026 07:02

In provincia di Cuneo sono otto i comuni in cui gli edifici scolastici si trovano nelle vicinanze di fonti di inquinamento atmosferico. A registrare la quota più alta è Sant’Albano Stura: qui tutte le scuole statali – 4 su 4 – sorgono entro un raggio di 300 metri da una fonte inquinante. Il dato emerge da una rielaborazione della fondazione indipendente Openpolis, basata sulle informazioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito, raccolte attraverso enti locali e gestori degli edifici scolastici. Restando nel Cuneese, la situazione varia sensibilmente da comune a comune. A Borgo San Dalmazzo, ad esempio, la metà delle scuole statali – tre su sei – nell’anno scolastico 2024/2025 risultava esposta a fonti inquinanti. Quote più contenute si registrano a Barge (12,5%) e a Cuneo (circa 8,9%). Seguono Savigliano (6,25%), Fossano (circa 5,9%) e Saluzzo (5%), mentre ad Alba la percentuale si ferma al 3,3%. Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo la Granda, ma che si inserisce in un quadro più ampio, regionale e nazionale. In Italia, su circa 40 mila edifici scolastici statali, poco meno di mille si trovano in prossimità di fonti di inquinamento atmosferico. Una quota complessivamente contenuta – pari al 2,3% – che però nasconde differenze territoriali significative, come dimostrano anche i dati del Cuneese. A livello regionale, la percentuale più elevata si registra in Liguria (6%), seguita da Lazio (4,4%) e Puglia (3,8%). All’estremo opposto si collocano Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo e Basilicata, tutte sotto l’1%. Come si legge sul sito di Openpolis, “in generale, i dati suggeriscono che il problema della vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico per le strutture scolastiche appare circoscritto a specifici contesti territoriali, rendendo cruciale un approccio mirato, di livello almeno comunale”. Guardando ai capoluoghi di provincia, la media nazionale degli edifici scolastici esposti si attesta intorno al 5%. Cuneo, con l’8,9%, supera questo valore e si posiziona tra i capoluoghi piemontesi con le percentuali più alte, preceduta solo da Torino (9,7%) e Asti (9,4%). Negli altri capoluoghi del Piemonte, invece, non si registrano scuole in prossimità di fonti inquinanti. A livello nazionale, il primato spetta a La Spezia, dove il 41,5% degli edifici scolastici è interessato dal fenomeno, seguita da Foggia (38,5%) e Taranto (27,4%). Nel complesso, quindi, il quadro generale sembra rassicurante. Tuttavia, in alcuni specifici contesti le percentuali sono molto elevate. Proprio in quei casi sarebbe fondamentale intervenire con misure di mitigazione per tutelare la salute di chi frequenta le scuole in prossimità delle fonti inquinanti.