CUNEO - Cuneo, quella chiesa dimenticata che riposa sotto il dehors dell'Osteria dei Colori

Gli scavi del teleriscaldamento hanno portato ad alcune scoperte archeologiche, ora illustrate in una mostra multimediale dedicata alla storia della città in Fondazione CRC

Una delle immagini proiettate nello Spazio Innov@zione

Samuele Mattio 24/12/2022 11:47

Forse non tutti sanno che una chiesa dimenticata riposa da secoli sotto il dehors dell’osteria dei Colori, lungo corso Giovanni XXIII. Si tratta di Santa Maria della Pieve, un edificio di cui narrano le cronache più antiche della città, ma che gli storici non erano ancora riusciti a collocare con precisione nel tessuto urbano.
 
Altri non sapranno che una cappella dedicata a San Sebastiano, protettore dalla peste, sorgeva nell’odierna via Vittorio Amedeo II. Fu costruita in segno di devozione al santo al termine di un’epidemia.
 
A riportare alla luce le fondamenta di questi edifici sono stati gli scavi del teleriscaldamento, grazie ai quali gli archeologi della società F.T. Studio di Peveragno hanno potuto svolgere attività d’indagine coordinate dalla Soprintendenza e dare finalmente una collocazione sulla mappa alle chiese.
 
Su questa e altre scoperte effettuate nei mesi scorsi, CRC Innova ha realizzato una mostra multimediale: “Cuneo Medievale - Scoprire la città invisibile”. Un percorso di venti minuti durante il quale il visitatore potrà immergersi nella storia della città di Cuneo nel periodo compreso tra la fine del XII secolo e la fine del XV secolo, tra proiezioni di immagini e video e le vetrine olografiche con i personaggi dell’epoca. Lo spazio espositivo è stato inaugurato ieri sera, venerdì 23 dicembre, a palazzo Vitale e sarà aperto dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, con ingresso gratuito.
 
Il viaggio prende avvio dai luoghi e dalle vicende narrate nella “Chronica” quattrocentesca del Rebaccini - la prima della città di Cuneo - e sarà suddiviso in tre episodi a cadenza bimestrale. Oltre alla “prima puntata”, in esposizione in questi giorni, dedicata appunto alle chiese ritrovate, la seconda, da febbraio, andrà alla scoperta dei quartieri invisibili e la terza, da aprile, avrà come soggetto le vicende e la vita quotidiana di chi abitava la città nel passato.
 
“L’intento è quello di collegare la storia, l’archeologia e la tecnologia per fare una passeggiata nel passato - spiega Monica Girardi, presidente di F.T. Sudio -. Si parte dalla cronaca del Rebaccini per far conoscere a chi passa qualche cosa del Medioevo e delle recenti scoperte sulla città di Cuneo, il tutto raccontato in maniera emozionante e piacevole”.

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